GRATO, santo. - Vescovo e patrono della diocesi di Aosta, molto venerato nelle regioni alpine circonvicine, è indentificato con il presbyter Gratus che sottoscrisse, a nome del proto vescovo aostano, Eustasio, gli atti del Sinodo di Milano del 451. Prese parte alla solenne traslazione del martire tebeo s. Innocenzo in Agauno, descritta in una relazione della fine del sec. v (cf. ed. B. Krusch, in MGH, Scriptores rerum Merovingicarum, III, Hannover 1896, p. 40). È sconosciuto l'anno della sua morte; noto invece è il giorno della sua deposizione, dall'iscrizione sepolcrale 7 sett. (cf. P. Barocelli, Inscriptiones Italiae, vol. XI, Regio XI, fasc. I. Augusta Praetoria, Roma 1932, p. 24), data che diventerà tradizionale nei libri liturgici valdostani a cominciare dal più antico calendario aostano (non propriamente liturgico), inserito in un messale del sec. XI: «VII id. Sept.: Augusta depositio sancti Grati» (cf. A.-P.

GRATO, santo - Iscrizione sepolcrale (sec. v) - St-Christophe (Aosta), chiesa parrocchiale.
Frutaz, Un missel noté du XIe siècle, in Revue grégorienne, 14 [1929], p. 134).
Il culto di s. G. ebbe un forte impulso nel sec. XIII con la traslazione delle sue reliquie dalla Collegiata di S. Orso alla Cattedrale, ricordata al 27 marzo, in un Martirologio della Cattedrale della fine del sec. XIII. È onorato quale protettore delle campagne e dei loro prodotti. Le reliquie del Santo sono conservate nella Cattedrale in una suntuosa cassa-reliquario gotica (v. tav. LXXI), in argento e rame dorato, con figure a mezzo tondo, opera dell'orafo Giovanni di Malines (1421-58).
Il racconto leggendario ed anacronistico che il canonico aostano Giacomo de Curtis (m. nel 1285) inserì nell'ufficio della Santa, composta per incarico del Capitolo cattedrale, e che costituisce la fonte di tutti i racconti posteriori, non merita alcun credito. Secondo questo racconto e le amplificazioni posteriori, accettati comunemente dagli storici locali, s. G., d'origine greca, sarebbe stato vescovo d'Aosta al tempo di Carlomagno (ca. il 775 e l'810) e avrebbe partecipato all'invenzione del capo del Precursore in Palestina e ne avrebbe portato una parte notevole ad Aosta.