GRÉGORICÌ, SIMON. - Sacerdote e poeta sloveno, n. a Vrsno il 15 ott. 1844, m. a Gorizia il 24 nov. 1906, colpito da apoplessia durante la celebrazione della Messa.
Poeta dei più noti della Slovenia, molte sue poesie, d'intonazione folkloristica, sono ancora cantate dal popolo: Ritorniamo nel paradiso alpino; Addio, mondo alpino, ecc. La sua lirica è spesso ispirata a un vivo patriotismo e, nella tendenza elegiaca, rispecchia la vita travagliata, la grande sensibilità, la gracilità della salute di G. (cf. Il travaglio [Človeka nikar]; Il lamento dell'uc-
CELLO PRIGIONIERO; AL pastore). Dei suoi componimenti epici sono da ricordare: Il giuramento di Jefte; Il testamento del «hajduk»; Il lago di Rabelj. Tradusse metricamente Giobbe, Geremia e i Salmi.