GREGORIO DI AGRIGENTO, VESCOVO, SANTO

GREGORIO di AGRIGENTO, vescovo, santo. - N. a Pretorion, presso Agrigento, verso la metà d. l. sec. VI; secondo il suo biografo, sarebbe presto andato a Cartagine e di là in Palestina, dove sarebbe entrato in uno dei monasteri dei sabati applicandosi allo studio delle Scritture. Passò quindi ad Antiochia e Costantinopoli, poi a Roma dove entrò nel monastero di S. Saba.

Rimasta vacante la sede di Agrigento e sorta discordia fra gli elettori, il Papa inviò colà, come vescovo, G. Esendo state sollevate accuse contro di lui, G. fu dal papa Gregorio fatto venire a Siracusa, poi a Roma, prima dell'ag. 591; nel 598 era di nuovo nella sua sede ed è ricordato anche nel 603. Si ha di lui un commento in greco dell'Ecclesiaste (PG 98, 1181-1228) in dieci libri; altre opere non si sono conservate. Fu venerato nella Chiesa orientale ed è ricordato nei menù e nel Sinassario costantinopolitano al 23 nov.; nel Martirologio romano entrò solo con il Baronio.

BIBL.: Si ha di G. una vita greca compilata da Leonzio, egumeno del monastero di S. Saba a Roma (m. 688), ricca di notizie che però vanno prese con cautela (PG 98, 549-716). C. Mercurelli, Agrigento paleocristiana, in Atti della Pont. Accad. rom. di archeologia, 3ª serie. Memorie, VIII (Roma 1948), dov'è riportata e vagliata tutta la bibliografia precedente. Pio Paschini