GREGORIO VIII, ANAWARZETZI (DI ANARZABA)

GREGORIO

VIII, ANAWARZETZI (di ANARZABA). - Katholikos armeno

(10. Biblioteca Vaticana) del Menologio di Basilio 11 Vat. grec. 1613, f. 203.

(1294-1307), celebre per dottrina, per virtù e per attaccamento alla Sede di Roma, si da sacrificare, forse con qualche precipitazione, agli ideali di unità cattolica le peculiarità disciplinari. Ne sono prova gli Atti del Concilio armeno di Sis del 1307, convocato da lui, al quale però non poté presiedere, colto dalla morte; ma i sinodali, 25 vescovi e 17 vartapet, ispirati al memoriale di lui, adottarono, oltre alle definizioni di Calcedonia, le riforme disciplinari.

Pur avendo tolto la scomunica alla sede autocefala di Althamar, C. fu contrastato, per le sue idee troppo innovatrici, dalla fazione orientale ultraconservatrice. L'archevESCOve Stefano Orbelean ne fu il capo. Ma la fede di G. fu da papa Bonifacio VIII, nel 1298, e da Clemente V nel 1306 approvata; come anche gli Atti del Concilio di Sis (1307) lo furono dal Concilio armeno di Adanà nel 1316.

G. trasferì per primo, nel 1294, la residenza del patriarcato armeno a Sis, capitale della Cilicia Armenia.

BIBL.: M. Ciamcian, Storia, III, Venezia 1784, pp. 289-292; 304-344; F. Tournebize, Histoire politique et religieuse de l'Ardenie, I. Parigi 1910, p. 307 sgr.; G. Sarkissian, G. Katholikos Anavarzetzi letterato, in Pasmaverb, 1947, pp. 201 sgr.; 1948, pp. 4 sgr.; 116 sgr. Garabed Amaduni