GREGORIO XI, PAPA. - Pierre Roger de Beaufort, figlio di Guglielmo di Beaufort e di Maria Chambon, n. nel 1329.
All'età di 42 anni, eletto papa all'unanimità il 30 dic. 1370, prese il nome di G. XI. Fu incoronato il 5 genn. 1371, ultimo dei sette papi francesi d'Avignone. A 12 anni era canonico di Rodez e di Parigi; a 19 suo zio, Clemente VI, l'aveva creato cardinale diacono con il titolo di S. Maria Nova. Cardinale, anziché vivere tra lo sfarzo della corte avignonese, preferì dedicarsi agli studi: fu a Perugia, dove studiò diritto sotto la guida di Pietro Baldo degli Ubaldi.
Pontefice, riformò Ordini monastici fra i quali i Fratelli Pescatori; intervenne in Oriente a difesa dei pellegrini, concependo l'idea di una Crociata, mai però effettuata. La sua politica riuscì a raggiungere la pace fra Carlo IV e Luigi d'Ugheria e tra il duca di Baviera e il conte di Savoia. Tento, invano, di rappacificare Francia e Inghilterra, poiché intuiva che solamente la pace franco-inglese avrebbe reso possibile il realizzarsi di due grandi disegni: il ritorno a Roma della S. Sede e la Crociata; ma la sua azione in proposito venne osteggiata dallo stesso re di Francia, Carlo V.
Già il Petrarca aveva più volte auspicato questo ritorno ed i Romani stessi avevano indirizzato a G. accorati inviti accompagnati dal voto e dalla prefiz. di s. Brigida; ma in Italia due grandi potenze avversavano il ritorno: i Visconti e Firenze. G. inutilmente tento di abbattere la signoria viscontea, e contro Firenze, che mal vedeva il consolidarsi ai suoi confini dello Stato della Chiesa, così bene avviato dall'Albornoz, il 31 marzo 1376 lanciò l'interdetto. Ben presto molte città, fino allora fedeli al Pontefice, si andarono ribellando aderendo alla Lega fiorentina. G. comprese che il potere temporale in Italia stava dileguandosi, se egli fosse rimasto più a lungo in Avignone; s. Caterina da Siena, che i Fiorentini nel frattempo avevano inviata al Pontefice quale mediatrice, vinse le ultime resistenze dell'animo suo e il 13 sett. 1376 G. lasciava Avignone entrando in Roma, accolto dalla popolazione festante il 17 genn. 1377. La morte lo colse il 27 marzo 1378. Fu sepolto in S. Maria Nova dove Pier Paolo Olivieri, per incarico del Senato romano, gli eresse nel 1589 un monumento.
Bibliografia5 opere
Romualdo Paolucci