GUGLIELMO di CUN (de Cuneo, de Cugno). - Giureconsulto del sec. XIV. Di nazionalità francese, non italiana, come si riteneva un tempo, insegnò diritto civile a Tolosa dal 1316 al 1317 e forse a Orleans. Ebbe frequenti rapporti con la corte papale di Avignone e fu eletto vescovo di Comminges; morì nel 1335.
Gli si attribuiscono corsi di letture sul Digestum vetus e sul Codex, opere assai esaltate dal Diplovatecio e frequentemente citate da Bartolo. Appartengono pure a G. di C. due trattatelli: De numeribus et De securitate.
GUGLIELMO II, imperatore di GERMANIA e re di PRUSSIA. - N. 1.27 genn. 1859 a Potsdam, m. il 4 giugno 1941 a Doorn (Olanda). Figlio di Federico III di Prussia e di Vittoria Adelaide Maria Luisa, divenne re di Prussia ed imperatore di Germania alla morte del padre, nel 1888. Salito al trono, si trovò ben presto in conflitto con Bismarck, del quale non tollerava, per la propria concezione egocentrica della regalità, l'eccessiva autonomia nella condotta della politica interna ed estera dell'Impero.
Soprattutto su due punti l'Imperatore ed il cancellerie di ferro si scontrarono violentemente: in politica interna G. intendeva emanare varie disposizioni di carattere sociale e non voleva rinnovare la legge contro i socialisti, intenzioni queste che non erano gradite a Bismarck; in politica estera, l'abile edificio diplomatico costruito dal cancelliere, onde assicurare alla Germania l'amicizia della Russia (il cosiddetto Trattato di contrassecurazione del 1887) non veniva valutato in tutta la sua importanza dall'imperatore, ed era considerato inconciliabile con gli impegni verso le potenze componenti, insieme alla Germania, la Tríplice Alleanza. La collaborazione tra l'Imperatore ed il suo cancelliere si dimostrò di giorno in giorno sempre più difficile: nel marzo 1890 Bismarck fu costretto a dare le dimissioni. Il mancato rinnovo del Trattato di contrassecurazione con la Russia favorì l'alleanza di Pietroburgo con Parigi. Le inconsulte dichiarazioni fatte spesso dall'Imperatore, in occasione di discorsi e di interviste a giornali, allarmarono inoltre l'Inghilterra, che temeva l'espansionismo tedesco. A rafforzare questi ritorni contribuirono tanto la costruzione di una potente
marina da guerra, attuata dal Tirpitz, quanto l'interesse dimostrato dalla Germania verso l'Africa e verso la Turchia (ferrovia Berlino-Bagdad) e l'aperta simpatia dimostrata ai Boeri che combattevano contro l'Inghilterra nel 1899. Questi atteggiamenti influirono, e determinarono in un certo qual senso, lo scoppio della prima guerra mondiale. Di tendenze assolutiste, G. non revocò, sebbene lo avesse promesso, il sistema elettorale prussiano a tre gradi e non tenne conto della mozione per la pace approvata dal Reichstag nel 1917. Alla fine della guerra abdicò e si rifugiò in Olanda, dove rimase in esilio fino alla morte. Durante il regno di G. migliorarono sensibilmente le condizioni della Chiesa cattolica. Le leggi residue del Kulturkampf vennero a poco a poco abolite. Nel 1904 venne pure parzialmente revocata la legge contro i Gesuiti.