GUGLIELMO DI TIRO

GUGLIELMO di TIRO. - Appartenne probabilmente a famiglia italiana, forse romana, ma egli n. a Gerusalemme verso il 1130-35. Compì i suoi studi letterari e teologici in Occidente: l'ampia cultura classica è dimostrata dai molti riferimenti a scrittori antichi che presenta la sua opera. Egli conosceva pure il greco e l'arabo. Verso il 1160 ricomparò a Gerusalemme alla corte di re Amaury I che lo ebbe caro e lo fece canonico e poi arcidiacono della chiesa di Tiro; fu quindi educatore di Baldovino che, diventato re nel 1174, lo fece suo cancelliere e nel 1175 gli procurò la sede arcivescovile di Tiro. Partecipò notevolmente alla vita politica del Regno: fu ambasciatore a Costantinopoli ripetutamente e ed anche a Roma dove fu poi per il Concilio del 1179.

Il suo ultimo ricordo documentario è del 1185, ma nel 1184 era ancora in vita. La sua opera principale è la *Historia rerum in partibus transmariis gestarum* in 23 libri, rimasta però incompleta. È opera veramente monumentale: sintetizza nei primi libri quanto era fornito dalla tradizione storiografica sulla prima Crociata, in seguito è fonte originale ed autorevole. Equilibrato nei

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(da F. Benda, Vita et oblius sanctissimi contesoris Guilelmi
Vercellensis..., Napoli 1861) GUGLIELMO da VERCELLI - Il Santo in orazione; nello sfondo il convento di Montevergine. Stampa del 1281.

giudizi, specie nei rapporti con l'Impero bizantino, alieno dal raccogliere il fantastico dei primi scrittori della Crociata, si astiene anche dal fanatismo di altri scrittori. La sua visione storica delle Crociate è una sintesi che ha dominato lungamente fino alla revisione critica del sec. XIX. G. scrive con garbo, persino con eleganza: si può dire uno dei migliori storici medievali. Un'altra opera sulla storia dei principi orientali, in cui attingeva forse a storici arabi, non si è conservata; la utilizzarono però Guglielmo di Tripoli e Giacomo di Vitry.

BIBL.: Oltre che in PL 201, l'opera storica di G. è edita nel *Recueil des historiens des Croisades*, Hilt. Occidentaux, I. Parigi 1844, II, ivi 1859, pp. 489-639; segue un'analisi cronologica di G. e dei suoi continuatori, pp. 641-731, a cura di A. A. Beugnot, però non è edizione del tutto soddisfacente. Su G. V. H. Prutz, *Studien über W. V. Tyrius*, in *Neues Archiv*, 8 (1883), pp. 93-132; id., *Kulturgeschichte der Kreuzzüge*, Berlino 1883; Maniitus, III, pp. 430-390; A. C. Krey, *William of Tiro. The making of an historian in mediaeval*, age, in *Speculum*, 16 (1941), pp. 149-66. Francesco Comnano