GUIDICCIONI, BARTOLOMEO. - Cardinale, n. a Lucca nel 1469, m. a Roma il 4 nov. 1549. Studiò diritto a Parma e Bologna. Entrò al servizio del card. Alessandro Farnese nel 1508 e fu vicario generale della diocesi di Parma dal 1509. Nel 1539 è cardinale e vicario generale di Roma. Intimo del card. Farnese anche quando quest'ultimo diventa papa Paolo III, si prodiga nell'opera e negli scritti (in parte ancora inediti) per la riforma della Chiesa.
Il G. è tipico rappresentante della tendenza curia-lista: il concilio sia plenario sia universale è sottoposto a dipende dal papa; il concilio è convocato dal papa (è fatta eccezione nei casi di estrema gravità, quando senza intervento papale riceve direttamente autorità da Cristo). Il G. è però primo tra i curialisti a dichiarare che una maggior autorità è una maggiore facilità di accettazione per i fedeli deriva da tutto ciò che viene pubblicato in concilio. Nelle questioni di diritto positivo il pensiero papale è normativo; quando vi sia discordanza tra papa e concilio, il concilio può ottenere la sospensiva solo se si tratti di una nuova proposizione dogmatica.
Il G. non comprese però appieno le funzioni del concilio contro Lutero: per il G. il Concilio doveva restringersi a condannare gli eretici e i loro scritti; mentre invece poi il Concilio rappresentò qualcosa di più vasto e profondo: basta pensare alle molteplici discussioni che portarono a precise formulazioni dogmatiche.