GUNTARDO, arcivescovo di COLONIA. - Sconcentrato il 22 apr. 850, m. nell'873. Fastoso e mecenate, tenne alla sua corte il poeta irlandese Sedulio Scoto; fece eseguire pitture artistiche e una Bibbia magnifica per la Biblioteca della Cattedrale. Da Fulda chiamò il monaco Meignardo come maestro alla scuola della cattedrale di Colonia.
Nel Concilio d'Aquisgrana dell'862, ch'egli presiedette, permise a Lotario di sposare l'amante Valdrada senza aspettare la risposta di papa Niccolò I, a cui la regina Teutberga si era appellata, confermando il suo operato anche in un sinodo di Metz. Ma nell'863 papa Niccolò I annullò tali decisioni. G. si ribellò contro la sentenza del Papa in un violento memoriale ed esercitando ancora le funzioni episcopali. Solo sotto Adriano II G. fu ammesso alla Comunione, ma soltanto laica, il 19 luglio 869 a Montecassino.