HABERT, ISAAC. - Vescovo e teologo francese, n. a Parigi ca. nel 1600, m. a Pont-de-Salars, presso Rhodez, il 15 sett. 1668. Laureatosi in teologia alla Sorbona nel 1626, ottenne poco dopo un canonicato nella cattedrale di Parigi. Nominato predicatore del Re, si oppose energicamente al giansenismo, che attaccò nelle sue prediche a Notre-Dame fin dal 1641. Contro H. si levò Antoine Arnauld con uno scritto polemico, cui egli rispose con l'opera La défense de la foy de l'Eglise et de l'ancienne doctrine de Sorbonne, touchant les principaux points de la Grâce (Parigi 1644). Nominato vescovo di Vabres (1645), le occupazioni pastorali rallentarono la sua attività letteraria. Fu autore della lettera che le vescovi francesi inviarono nel 1651 a Innocenzo X, per chiedere la censura delle dottrine gianseniste sulla Grazia.
Opere: De consensu hierarchiae et monarchiae, adversus paraeneticum Optati Galli schismatum fictoris (Parigi 1640), scritta contro l'Optatus Gallus di C. Hersent, e tradotta in francese da L. Giry con il titolo De l'union de l'Eglise avec l'Etat (ivi 1641); la traduzione latina dell'Archieraticon, Liber pontificalis Ecclesiae Graecae (ivi 1643), che costituisce un'ottima fonte di notizie per la liturgia greca; Theologiae graecorum Patrum vindicatae circa universam materiae gratiae libri III (ivi 1646); In b. Pauli epistolae tres episcopales ad Timotheum et Titum et unam ad Philemonem expositio perpetua (ivi 1656).