HAITO (HATTO). — Vescovo di Basilea, n. da
nobile famiglia della Svevia nel 1763. A cinque anni
fu ricevuto nel monastero di Reichenau, dove fece
grandi progressi nello studio tanto che l'abate Waldo
(786-806) lo mise alla direzione della scuola mona-
stica. Quando questi, nell'806, fu trasferito all'abbazia
parigina di S. Dionigi, H. ne prese la successione;
ma quasi contemporaneamente fu fatto vescovo di
Basilea.
Spiegò molto zelo nella ricostruzione della Cattedrale
e nella riforma del clero; ricostruì anche la chiesa abba-
ziale di Reichenau. Carlomagno, che ne aveva grande
stima, nell'811 gli affidò una missione diplomatica a Co-
stantinopoli. A causa di malattia nell'823 si dimise dalla
doppia carica di vescovo e di abate e passò il resto dei suoi
giorni come semplice monaco a Reichenau, dove m. il
17 marzo 836.
Scrisse diverse opere tra cui l'Hodoeporicon, specie di
diario della sua missione in Oriente; Libellus de visione
et obitu Wetini monachi Augiensis (PL 105, 771-80;
MGH, Poetae Latini medii aevi. Poetae Latini aevi Ca-
rolini, II, pp. 267-75), che potrebbe figurare tra le fonti
della Divina Commedia; il Capitulare della sua diocesi
(PL 105, 763-68; MGH, Legum Sectio II Capitularia
Regum Francorum, I, pp. 363-66; Mansi, XIV, 393-98).