HAITI

HAITI. -

I. GEOGRAFIA

Isola montuosa, fertilissima, compresa tra Cuba e Portorico; ha una superficie di 76.420 kmq. ed è la seconda delle Grandi Antille.

Formata prevalentemente da rocce antichissime (scisti cristallini, gneiss, basalti, andesiti), è ricoperta da calcari compatti e da calcari argillosi mesozoici. La regione, percorsa nel centro da una grande catena montuosa, presenta forme morfologicamente mature. Le condizioni climatiche sono molto varie per la diversità e complessità del rilievo. Data l'abbondante piovosità, H. è ricca di corsi d'acqua perenni, seppure a breve corso, data la struttura e la estensione della regione. Durante il dominio francese, che ebbe inizio alla metà del sec. XVII, i negri importati dall'Africa si sovrapposero agli indigeni e agli immigrati.

bianchi. Politicamente l'isola si divide nelle due repubbliche di S. Domingo e di H. Questa comprende la parte occidentale dell'isola omonima, con una superfice di 27.884 kmq. e una popolazione di ca. 2.500.000 ab. Mezzo migliaio di Italiani, su 4000 bianchi, vivono nella capitale Port-au-Prince, il maggiore centro dell'isola. Maggiore occupazione l'agricoltura; molto sviluppata col-tivazione del caffè, introduttivi nel 1738 dai Gesuiti. Buone risorse economiche sono la canna da zucchero, il cotone e il cacao. Il maggior traffico è fatto specialmente con gli Stati Uniti, nella cui zona di influenza la Repubblica è posta.

BIBL.: B. Ardouin, Géographie de l'Isle d'H., Port-au-Prince 1856; P. Torres Lauzas, Die Inseln H., Lipsia 1893; E. Bona H., Roma 1928; E. W. Bliss, The geography of the Republic of H., in Scott. geogr. mag., 1930, pp. 140-52. Gastone Imbrighi

II. EVANGELIZZAZIONE

Sotto il dominio spagnolo gli indiani pacifici e poco avvezzi al lavoro, tra i quali i missionari avevano faticato (v. DOMINICANA REPUBBLICA), erano stati estirpati e sostituiti da schiavi negri importati dall'Africa. Nel sec. XVII la parte occidentale dell'isola divenne francese (dal 1659, giuridicamente dalla pace di Rijswijk nel 1697).

Gesuiti, Domenicani e Cappuccini intrapresero la missione tra gli schiavi, i quali furono guadagnati alla Chiesa, sebbene rimanessero impigliati nel feticismo, nelle stregonerie e nelle superstizioni. Dopo l'esplosione dei Gesuiti nel sec. XVIII e dei Domenicani e dei Cappuccini nel corso della lotta per l'indipendenza, la Repubblica di H. (dal 1804) introdusse un regime di Chiesa di Stato, che fu in vigore fino al 1860. Nel 1860 si concluse un concordato e nel 1861 fu eretta la gerarchia ecclesia-stica con l'arcidiocesi di Port-au-Prince e le suffragane di Les Cayes, Capo Haitano, Les Gonavies e Porto Pace. Soltanto Port-au-Prince ebbe il suo arcivescovo; le altre diocesi invece furono occupate solo nel corso degli anni 1873, 1893, e ultime nel 1928. Fu innanzitutto l'arcivescovo Alexis-Jean Guilloux (1819 [1870]-85) ad affaticarsi per il miglioramento del ministero delle anime e delle scuole. Mancando nel paese le vocazioni sacerdotali, si eresse nella Bretagna un seminario speciale per H. dal quale nel corso di 70 anni uscirono più di 520 sacerdoti. Dal 1922 esiste pure un seminario in H. Però, nonostante gli sforzi dei Montfortani in Porto Pace (dal 1871) e degli Oblati di Maria Immacolata in Les Cayes (dal 1942), la scarsità di sacerdoti rimane grande.

BIBL.: L. Bonnaud, L'apostolat en H., Piziica 1938; A. Cabon, Le Séminaire St-Jacques d'H., in Revue d'histoire mito-romaine, 11 (1934), pp. 530-50; J. Verschueren, La République H., 4 voll., Wetteren-Parigi 1948. Giovanni Rommerskirchen

III. CIRCOSCRIZIONI ECCLESIASTICHE

H. ha una sede metropolitana: Porto Principe (3 ott. 1861), con 4 sedi suffragane: Les Cayes (3 ott. 1861), Capo Haitano (3 ott. 1861), Les Gonavies (3 ott. 1861), Porto Pace (3 ott. 1861).

Per la cartina delle circoscrizioni ecclesiastiche, V. ANTILLE.

IV. CONDIZIONE GIURIDICA DELLA CHIESA

Le relazioni tra la Chiesa e lo Stato sono regolate dai seguenti accordi: 1) Concordato, ratificato il 10 maggio 1860, con due note reversali annesse; 2) Convenzioni addizionali del 6 febbr. 1861 e del 17 giugno 1862; 3) Convenzione «sui beni della Chiesa cattolica in H. e su l'organizzazione e amministrazione delle fabbricerie parrocchiali», ratificata a Port-au-Prince il 25 genn. 1940.

Il Concordato, stipulato ca. 90 anni fa, assicura all'autorità statale, nella persona del Presidente della Repubblica, molti privilegi, alcuni dei quali oggi del tutto inconsueti: privilegio della nomina dei vescovi, i quali potranno esercitare la giurisdizione solo dopo aver ricevuto l'istituzione canonica; la S. Sede può, a suo giudizio, differire o anche non conferirla; nel qual caso dovrà informare il Presidente della Repubblica, che procederà alla nomina di un altro candidato (art. 4); giuramento di fedeltà da parte dei vescovi, vicari generali, curati e vicari parrocchiali e di tutti gli altri membri della gerarchia ecclesiastica e di chi è a capo di scuole e istituti religiosi (art. 5); obbligo per i vescovi di concertarsi con il presidente o con i suoi delegati per modificare le circoscrizioni delle parrocchie (art. 11) e per erigere ordini e istituzioni religiose (art. 12).

Nelle due note reversali annesse si determinano meglio il senso e l'estensione di alcuni articoli del Concordato e si stabilisce che verificandosi il caso in cui il Presidente della Repubblica non professasse la religione cattolica, il Concordato verrà modificato circa i diritti che in esso si attribuiscono ad un presidente cattolico, e che non potrebbero essere esercitati da chi professasse una diversa religione.

Né il Concordato né gli altri accordi disciplinano espressamente alcune materie di vitale importanza per la Chiesa, quali il matrimonio e l'insegnamento; si ha soltanto la disposizione generale dell'art. 17 del Concordato, secondo il quale «tutti i punti concernenti le materie ecclesiastiche, di cui non si fa menzione nel presente Concordato, verranno regolati a norma della disciplina vigente della Chiesa approvata dalla S. Sede».

Non sembra, tuttavia, che di questa disposizione si sia tenuto conto per quanto riguarda la regolamentazione giuridica del matrimonio. Infatti la legislazione haitiana, ricalcata su quella francese, conosce il matrimonio civile ed ammette il divorzio; ed una legge ratificata dal governo il 6 maggio 1940 ne ha facilitato ancora di più la procedura. Va però ricordata una legge del 16 dic. 1929, completata con un arrêté presidenziale del 10 genn. 1930, in forza della quale il matrimonio religioso, non soltanto quello cattolico, può avere, sotto determinate condizioni, gli effetti civili.

Circa le scuole, l'art. 23 della nuova Costituzione, entrata in vigore il 23 dic. 1946, proclama la libertà d'insegnamento «conformemente alla legge, sotto il controllo e la sorveglianza dello Stato, cui incombe il dovere d'interessarsi della formazione morale e civile dei cittadini». Le funzioni dello Stato nei confronti delle scuole private furono fissate in un decreto-legge del 17 genn. 1942. In pratica, le scuole cattoliche godono di una grande libertà, e ve ne sono molte, sebbene il loro numero sia insufficiente al bisogno.

Nelle scuole statali è obbligatorio l'insegnamento religioso. Quanto il governo apprezzi l'opera della Chiesa nella educazione della gioventù lo prova, tra l'altro, la Convenzione firmata il 3 marzo 1932 dai vescovi e dal governo e ratificata dal Parlamento il 6 luglio dell'anno seguente, con la quale sono affidate ai parroci delle campagne la fondazione, l'organizzazione e la direzione di scuole presbiteriali e sussidiate dallo Stato.

Una legge emanata nel luglio 1947 minacciò di turbare in qualche modo la buona armonia esistente tra governo e scuole private cattoliche. La legge dispone che «la storia, la geografia di H. e l'istituzione civica non potranno essere insegnate che da professori haitiani».

I Frères de l'instruction chrétienne si rifiutarono di attenersi a tale disposizione nelle loro scuole; hanno fondato però un juventut per le vocazioni indigene, che permetterà loro di avere professori propri haitiani; da parte sua il governo non ha imposto ai predetti religiosi l'applicazione della legge.

La Convenzione del 25 genn. 1940 regola molte e importanti questioni circa i beni della Chiesa in H., e l'organizzazione e amministrazione delle fabbricerie parrocchiali. Con essa sono riconosciuti alla Chiesa cattolica ed ai suoi istituti (diocesi, seminari, parrocchie, congregazioni religiose) la personalità giuridica e il diritto di proprietà e della libera amministrazione dei propri beni.

I vescovi sono gli amministratori dei beni delle rispettive diocesi (art. 2) ed hanno l'alta sorveglianza sui beni parrocchiali e la loro amministrazione.

Questa è affidata al parroco e al direttore del Consiglio dei Notabili, assistiti da un Consiglio di fabbrica (art. 8), la cui composizione e le cui funzioni sono minuziosamente descritte negli artt. 9-33.

I beni di una chiesa parrocchiale non possono essere usati che a vantaggio della medesima (art. 4). Gli edifici

destinati al culto, gli episcopi, le case parrocchiali e loro
annessi, i seminari e gli edifici destinati all'insegnamento
sono esenti da imposte (art. 5); i beni immobili delle
chiese non possono essere venduti, alienati o commutati
senza l'autorizzazione delle autorità ecclesiastiche supe-
riori (art. 42). Si riconosce alla Chiesa il diritto di fare
queste per fini religiosi e caritativi (art. 7).

Notevoli sono le prestazioni dello Stato alla Chiesa.
Per ciò che riguarda le chiese parrocchiali, le prestazioni
sono date dal Comune (art. 53), per chiese cattedrali,
palazzi vescovili e seminari diocesani dal Governo
(art. 59-62).

Questo inoltre — in esecuzione dell'impegno di cui
all'art. 6 della convenzione addizionale al Concordato, in
data 17 giugno 1862 — passa un sussidio annuo al Semi-
nario di St-Jacques, nella diocesi di Quimper, in Francia,
dove si preparano i sacerdoti francesi che desiderano
recarsi ad esercitare il sacro ministero in H. (nella Re-
pubblica, su ca. 300 sacerdoti, solo una quarantina
sono haitiani; gli altri sono nella grande maggioranza di
origine francese), ed alla Scuola apostolica e Seminario
minore di Port-au-Prince. Altre prestazioni sono fissate
in questa Convenzione e nell'altra del 6 febbr. 1861 per
l'arcivescovo di Port-au-Prince ed i vescovi delle altre
diocesi, per i vicari generali, i parroci ed i vicari par-
rocchiali.

Agli stessi il Presidente della Repubblica Elia Lescot,
in un decreto-legge del 12 genn. 1943, estese il diritto
alla pensione civile, confermata con decreto della Giunta
del governo di H. in data 28 ag. 1950.

Ippolito Rotoli

IV. ORDINAMENTO SCOLASTICO

La scuola rurale è il centro della educazione della gioventù di H., dove si impara oltre all'ortografia, aritmetica e geografia, l'igiene, il cucito, il ricamo, la falegnameria, le tessitura, l'agricoltura pratica e l'allevamento. Esistono 563 scuole rurali dello Stato, 105 scuole primarie cattoliche, 6 licei nazionali diretti da religiosi. L'educazione dei maestri viene curata nella «Scuola di scienze applicate e di agricoltura» e nei corsi estivi per maestri che sono ob- bligatori.

L'Università di H., fondata nel 1921, continua le tra-
dizioni della Scuola nazionale di medicina, chirurgia e
farmacia, fondata nel 1863 e della Scuola nazionale di
diritto, fondata nel 1859.

L'educazione del clero cattolico viene curata nel-
l'Ecole Apostolique Notre-Dame à l'Archevêché a Port-
au-Prince, nel Grand Séminaire de St-Jacques a Lam-
paul-Guimiliau, nel Collège St-Martial a Port-au-Prince
e nel Seminario minore Ecole Apostolique a St-Pol de
Léon.

BIBL.: A. Bruno, Istituzioni d'insegnamento superiore, in Boll. di legi. scolastica comp., 2 (1942), pp. 116-117; H. Rivlin, s. V. in Encyclopaedia of modern education, Nuova York 1943, p. 108; Lars Lind, Un experimente nelle H., in L'osservatore romano, 20-30 ag. 1949.