GUIDO da BAISIO. - Canonista, n. da famiglia bolognese a Baisio (Reggio Emilia) ca. il 1246-56, m. in Avignone il 10 ag. (5 giugno ?) 1313. Studiò diritto alla scuola di Guido da Suzaria e Giovanni

In Bologna, e prima forse anche in Reggio, egli insegnò, con grande fama, diritto canonico, dapprima come lettore libero (fino al 1301) e poi con incarico ufficiale (1301-1304), avendo come discepolo Giovanni d'Andrea. Il periodo del suo insegnamento bolognese coincide con l'esercizio della sua carica arcidiaconale, per cui egli era ed è tuttora noto e citato come l'« arcidiacono » per antonomasia. Nel 1304 fu chiamato in Avignone, dove Benedetto XII lo volle cappellano della corte pontificia e scrittore delle cosiddette lettere contraddittorie.
Tra le sue opere principali primeggia un voluminoso apparato al Decreto, intitolato Rosarium Decreti (Strasburgo 1472 e successive numerose edd.), composto tra il 1296 e il 1302 con lo scopo di aggiornare e completare, con i propri ed altrui contributi, specialmente con estratti da Uguccione, la glossa ordinaria al Decreto stesso: la quale infatti si trova arricchita, nelle seguenti edizioni, di molte additiones desunte dal Rosarium. G. da B. si classificò tra i principali commentatori del Liber sextus con il suo Apparatus seu Glossa seu Commentarius ad Sextum (Milano 1480), che completò tra il 1306 e il 1311: opera molto più vasta, ma meno precisa, di quella di Giovanni d'Andrea, che divenne poi glossa ordinaria. Si ha di lui inoltre un Tractatus de haeresibus et aliis criminibus ad Clementem V, composto in occasione della nota causa dei Templari accusati di eresia, lavoro ancora manoscritto, di cui il Mansi riporta i due tratti principali (Mansi, XXVI, 415-26; ibid., Supplemento, 357-86).