GUATEMALA. -
I. GEOGRAFIA
È lo Stato più settentrionale e più popolato dell'America centrale, compreso fra Messico, Honduras e Salvador.Delle sue due facciate oceaniche, quella sul Pacifico è assai più estesa: l'una e l'altra, ma specialmente quella sull'Atlantico, corrispondono a zone per lo più basse e piatte. L'interno è regione elevata; incisa da valli profonde e dominata da vette vulcaniche (Tajumulco, 4210 m.). Il clima caldo-umido varia con l'altezza; è malsano lungo la costa settentrionale, orlata di lagune.
La popolazione (3,7 milioni di ab., distribuiti su 109.724 kmq.) è costituita per il 65 % da Amerindi, per il 30 % di meticci. I bianchi sono appena il 10 %; gli italiani ca. un migliaio. Il G. è paese agricolo: le colture prevalenti sono quelle del caffè, della canna da zucchero e del banano. Discreta importanza hanno l'allevamento
e la silvicoltura (mogano, cedro); scarsa l'industria, anche quella estrattiva (sale, oro).
Il G. è una repubblica unitaria, con rappresentanza elettiva unicamerale. Guatemala la Nueva (a 1400 m. d'altezza) ne è la capitale (200 mila ab.).
II. STORIA CIVILE E RELIGIOSA
La sovranità spagnola sul G. fu proclamata ad Almolonga nel 1524 da Pedro de Alvarado, uno dei luogotenenti di Fernando Cortes. L'evangelizzazione della popolazione indiana, per la più gran parte pacifica, dello Stato attuale del G. fu incominciata poco dopo la conquista, negli aa. 1523 e 1524 dai Francescani, dai Domenicani e dai Mercedari. Presso i bellicosi indiani di Tuzutlan, Bartolomeo de las Casas dal 1537 mandò ad effetto la sua missione pacificatrice, per cui la regione ebbe il nome di Vera Paz. Nel1534 si eresse la diocesi di Santiago de Guatemala.
Il primo vescovo francescano Marroquín (1534-65) s'adoperò strenuamente alla conversione degli indiani e fu autore del primo catechismo nella lingua indigena del paese. In tal modo verso la fine del sec. XVI la conversione del G. era in sostanza finita. Oggi ancora i pacifici indiani agricoltori formano la maggior parte della popolazione del G.
Nel 1821 venne proclamata l'indipendenza dalla Spagna e l'anno successivo l'annessione all'Impero messicano di Iturbide.
Dal 1824 al 1839 il G. fece parte della Repubblica

In virtù di esso si dichiarava la religione cattolica religione della Repubblica (art. 1); l'insegnamento impartito in tutte le scuole dello Stato, compresa l'Università, doveva essere conforme alla dottrina cattolica, sotto la vigilanza degli Ordinari diocesani (art. 2); era riconosciuta l'esclusiva competenza dell'autorità ecclesiastica nelle cause concernenti la fede, i Sacramenti, le funzioni sacre e i diritti inerenti al sacro ministero (art. 15); la Chiesa poteva acquistare e possedere beni temporali a qualunque titolo giusto (art. 18).

Un tentativo di regolare le questioni più gravi e urgenti con la S. Sede fu fatto dal generale Barrios, e il 2 luglio 1884 fu firmato un nuovo Concordato, nel quale alcuni dei principali diritti della Chiesa venivano riconosciuti. Ma esso non fu ratificato, e rimase sempre lettera morta.
Sotto i successori di Barrios le misure di vessazione contro la Chiesa continuarono; non mancarono però, sia dall'una che dall'altra parte, tentativi di riavvicinamento, che portarono nel 1936 al felice stabilimento delle relazioni diplomatiche.
Da allora la situazione politico-religiosa divenne di fatto alquanto migliore, né sempre e in tutto le disposizioni di legge contrarie alla Chiesa furono applicate con assoluto rigore. La situazione di diritto però rimase immutata ed è tuttora poco soddisfacente. Anche la nuova costituzione, promulgata l'11 marzo 1945, pur riconoscendo la libertà di qualsiasi professione religiosa, mantiene quasi inalterate le disposizioni della costituzione del 1879, contrarie ai diritti ed agli interessi cattolici, aggravate anzi dalla proibizione fatta « alle società e gruppi religiosi », ai « loro membri in quanto tali ed ai ministri dei culti » di « intervenire in politica e nelle questioni connesse con l'organizzazione del lavoro » (art. 29).
Alla Chiesa cattolica non è riconosciuta personalità giuridica. È vietato a congregazioni religiose ed a istituti o associazioni monastiche di qualsiasi genere di stabilirsi nel territorio della Repubblica (art. 32). L'art. 28 proibisce ogni istituzione a favore di manomorte e, nell'autorizzare la creazione di fedecommessi, esclude esplicitamente ed in modo assoluto le congregazioni religiose e monastiche ed i sacerdoti o ministri di qualsiasi culto o religione.
Nessuna efficacia giuridica è riconosciuta al Matrimonio religioso, la cui celebrazione non può precedere quella dell'atto civile.
Tra i principi fondamentali in materia scolastica la costituzione pone l'affermazione della laicità dell'insegnamento (art. 81). L'istruzione religiosa è permessa negli istituti privati. Questi sono soggetti all'ispezione dello Stato, e per la validità legale degli studi che vi si impartiscono devono ottenere un'autorizzazione espressa e adottare i programmi ufficiali (art. 81).
La legislazione guatemalteca, a differenza di quella di molte Repubbliche del Centro e Sud-America, non
presenta tracce di patronato nazionale in materia ecclesiastica, come, p. es., nella nomina dei vescovi.
III. ORDINAMENTO SCOLASTICO
L'art. 18, tit. II, della Costituzione del G. stabilisce che l'istruzione dei bambini dai 6 ai 14 anni deve essere obbligatoria, gratuita e laica. Il carattere della laicità della scuola è inoltre confermato dall'art. 24 della stessa Costituzione (tit. II « De las garantías »), dove si stabilisce che l'insegnamento religioso può essere impartito solo nelle chiese. La Costituzione non vieta, però, la fondazione delle scuole private se queste mantengono il carattere della laicità della scuola.Lo Stato cerca di diminuire il numero degli analfabeti, di diffondere l'istruzione, particolarmente quella pratica e rurale, favorendo l'istituzione delle scuole pratiche, delle scuole rurali e delle scuole e corsi serali. Il clima tropicale e le scarse comunicazioni hanno indotto lo Stato a fondare numerose scuole per poter istruire la gioventù, composta da 60% di indios; così un paese di 2.500.000 ab. ha 3500 scuole statali divise in 1580 maschili e 1920 femminili, alle quali si aggiungono 236 scuole private maschili e 137 scuole private femminili. I maestri vengono formati nelle 22 accademie per maestri e nella scuola normale centrale per professori.
L'istruzione superiore viene impartita nella « Escuela de agricultura », nell'Accademia di Belle Arti, nel Conservatorio nazionale di musica e nella Universidad Nacional di G., fondata il 15 sett. 1918 dopo la soppressione delle scuole superiori di medicina, diritto e ingegneria con decreto del 2 maggio 1918. L'educazione del clero cattolico viene curata nel « Seminario de Santiago » a G.
IV. ARCIDIOCESI DI G
Arcidiocesi e città capitale dello Stato omonimo nell'America centrale. L'arcidiocesi, detta anche S. Giacomo de G., ha una superficie di 36.370 kmq. con una popolazione di 1.980.000 ab., dei quali 1.922.000 cattolici; conta 65 parrocchie, servite da 47 sacerdoti diocesani e 40 regolari, un seminario, 6 comunità religiose maschili e una femminile (1949).La diocesi fu creata da Paolo III il 18 dic. 1534 e primo vescovo fu mons. Francesco Marroquin. Benedetto XIV la elevò a metropolitana il 16 dic. 1743. Fra il 1872 e il 1874 vennero soppresse le comunità religiose; di quelle femminili sussistono solo le Sorelle della Carità di S. Vincenzo de' Paoli.
La Cattedrale è dedicata all'apostolo s. Giacomo maggiore. Suffraganee di G. sono Quezaltenango e Vera Paz.