HAJDUDOROGH. — Grossa borgata del nord-
est della pianura ungherese, dove nel 1873 il ve-
scovo ruoteo di Mukacevo erigeva un vicariato
episcopale per quella popolazione ruotea scesavi
dalla Podcarpaia e magiarizzatasi. La parte della
liturgia orientale cantata dal popolo era stata tra-
dotta in ungherese, e si era persino domandato nel
1900 a Leone XIII di poter adottare l'ungherese
quale lingua liturgica. Nel 1912, su domanda per-
sonale di Francesco Giuseppe a Pio X, H. veniva
eretta a diocesi, l'unica diocesi ungherese di rito
bizantino, con parrocchie staccate non soltanto dalle
diocesi ruotee di Prjasev (8) e di Mukacevo (70),
ma anche (83) da tre diocesi romene (rito romeno-
bizantino) di Transilvania, ancora ungherese.
L'attribuzione di 72.000 fedeli romeni a una diocesi
magiarizza produsse una enorme commozione in Transil-
vania e in Romania, e si sentì persino il grido di Los
von Rom! Si notò però l'atteggiamento moderatore di
uomini politici quali Al Cuzza e Nicolae Iorga. L'emozione
si calmò nella guerra.
Nel 1919 tutte le parrocchie romene tornavano
alle proprie diocesi. L'uso previsto del greco nella
liturgia non venne attuato. Nell'Annuario del
1918 i fedeli erano 217.640; nel 1932 (e 1926:
Janin), erano 142.000, con 106 sacerdoti.