HARIGITI

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HARIGITI. - Settata eterodossa musulmana, costituita da un gruppo di seguaci del califfo 'Ali, i quali si staccarono da lui quando egli accettò l'arbitrato con il rivale Mu'awijah. Il nome h. (arabo hāriġ, plur. hawāriġ) è il participio attivo della radice hṛg «usciere», ed è stato interpretato generalmente «coloro che escono (dal campo)», che si allontanano. Di recente M. Guidi, fondandosi sul significato della radice nella šurah 9 del Corano, ha inteso invece «coloro che escono (in campo)», cioè coloro che, secondo i doveri dei buoni musulmani, affrontano la battaglia contro il nemico, considerato infedele.

Sconfitti da 'Ali a Nahrawān (658), i h. continui furono periodiche agitazioni sotto il califfato umanizzato; quindi si estinsero progressivamente. Tuttavia un loro ramo di tendenze moderate, gli ibàditi, si diffuse nel 'Omān, a Zanzibar e nell'Africa settentrionale, costituendo anche aggregati politici. Comunità ibàdite rimangono tuttora in quelle regioni.

Per le dottrine religiose e politiche, V. 1824.

Bibl.: G. Levi Della Vida, Khāridijiten, in Handwörterbuch des Islam, pp. 302-306; T. Lewcki, al-Bādiya, ibid., pp. 179-81; M. Guidi, Sui H., in Rivista degli studi orientali, 21 (1944), pp. 1-14; A. S. Tritton, Muslim theology, Londra 1947, pp. 35-42; L. Veccia Vaglieri, L'immenso ibàdita dell'Omān, in Annali dell'Istituto universitario orientale di Napoli, nuova serie, 3 (1949), pp. 245-82; M. M. Moreno, Note di teologia ibàdita, ibid., pp. 299-313.