HARTMANNUS di SAN GALLO. - Benedettino, maestro nell’abbazia di S. Gallo, di cui divenne abate nel 1924. Fu discepolo di Notkero Balbulo ed è ricoverato nella cronaca Casus S. Galli di Ekkeardo IV che lo chiama «praeter sapientiae doctrinalem doctorem religionis tenacissimus» (MGH, Scriptores, II, p. 102, 5).
Di lui rimangono una quindicina di inni ecclesiastici in vario metro e in lingua latina, tra cui pregevole un carme in onore di Cristo, in strofe saffiche. Brevi versi salutano la venuta in S. Gallo dei re Corrado e Carlo III.
Suo omonimo fu un monaco della stessa abbazia, che verso la fine del sec. x o agli inizi dell’XI, seguendo l’esempio di Ekkeardo I, scrisse, pure lui in latino, una vita di s. Wiborada, religiosa che aveva subito il martirio nelle vicinanze di S. Gallo, durante una invasione degli Ungari nel 925. Detta composizione è giudicata da Corrado di Fabaria, continuatore dei Casus S. Galli, «luculento satis sermone» (MGH, Scriptores, II, p. 166). Ad essa va aggiunto un epitafio in onore della Santa, forse posteriore.