HEBRON (ebr., Hebrôn «unione, lega»; Set-tanta, Xêpêw). - Città situata nelle montagne di Giuda, a 37 km. sud di Gerusalemme. Anticamente era detta Cariaht Arbe («città dei quattro»).
La tradizione masoretica (Ios. 15, 13) ritiene in Arbe il padre degli Enaciti, i Settanta «la metropoli degli Enaciti», che fa oggi ritenere comunemente che fossero di quattro città confederate. S. Girolamo (Onomasticon, 84, 10) aveva, invece, visto nel nome un'allusione ai quattro patriarchi sepolti in H. Il nome H. è già ricordato in Gen. 23, 2; 35, 27, e in Ios. 20, 7. Attualmente si chiama el-Halil («l'amico», sottinteso di Dio) per l'appellativo dato ad Abramo già nell'antichità come in Giubilei, 19, 9.
Secondo Num. 14, 23, H. fu ricostruita 7 anni prima di Tanis, una delle capitali dell'Egitto inferiore. Abramo si stabilì vicino ed acquistò la grotta (v. ISMAHEL) come sepolcro di famiglia. Mosè vi inviò gli esploratori (Num. 13, 23) e quando gli Israeliti, sotto la direzione di Giosuè, occuparono la Palestina, H. fu presa, il suo re Oham ucciso e la popolazione sterminata o dispersa (Ios.
10, 3. 36-39; 12, 10) e quindi ripopolata con Calebiti (Jos. 14, 12). Divenne poi città di rifugio e David, che perseguitato da Saul vi aveva trovato ricovero, la scelse come capitale rimanendovi sette anni e mezzo (II Sam. 2, 1-3, 11; 5, 1-5; I Reg. 2, 11; I Par. 29, 27). Absalom vi fece il centro della rivolta contro il padre (II Sam. 15, 7-10) e Roboam la rorificò. Durante l'esilio cadde in mano degli Edomiti, cui Giuda Macabeo la riprese (I Mach. 5, 65). Nella guerra giudaica fu incendiata da Cereale, luogotenente di Tito, e nel periodo bizantino ebbe poca importanza. Occupata invece dagli Arabi nel 634, divenne una delle loro quattro città sacre per il ricordo di Abramo. I Crociati vi eressero un Prae-sidium o Castellum sancti Abrahae elevandola, nel 1168, a sede vescovile. Ritornata 19 anni dopo in mani musulmane, vi è rimasta fino ai nostri giorni.
La città è situata in gran parte in una fertile conca ricca di fontane. Nel 1948 contava ca. 20.000 ab., ma ora ne ha più, avendo accolto parecchi rifugiati dei territori occupati dagli Ebrei. Non vi sono stati praticati scavi, ma nella collina di er-Rumejdeh si notano le rovine di el-Arba'in, che richiamano l'antico nome della città, in cui si sono veduti cocci del bronzo III e del ferro II. Si conoscono stampi di giarre con «lè-melekh, H., Bramel, H. Vincent - E. J. Mackay - F.-M. Abel, H., Le ram el-Khalil, Parigi 1923; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, II, ivi 1938, pp. 345-47.