HEREM (SETTANTA ἈΝΆΘΡΗΣ) (Μ.Α.)

HEREM (Settanta ἀνάθρης) (μ.α.) - Presso gli Ebrei designava: 1) una pena per la quale individui o popoli dichiarati oggetto di esecrazione si sterminavano ad onore di Dio (Lev. 27, 29); oppure indicava gli stessi puniti. Tali i Cananei (Deut. 7, 1-6 ecc.), le città che passavano all'idolatria (Ex. 22, 19 ecc.), i violatori del h., ecc. I loro beni a volte furono distrutti, altre in parte riservati. La trasgressione del h. costituiva un peccato gravissimo. 2) Un voto con il quale si consacravano a Dio uomini, campi, animali, ecc., rinunziando al diritto di riscatto (Lev. 27, 28). Poiché diventavano « cose santissime », i campi e le cose appartenevano ai sacerdoti (Num. 18, 14; Lev. 27, 21; ecc.). Non consta che si praticasse con gli uomini (v. ANATEMA).

BIBL.: A. Fernández, El herem biblico, in Biblica, 5 (1924), pp. 3-25; J. Döller, Der Bann im Alten Test. und im spätern Judentum, in Zeitschrift für katholische Theologie, 37 (1913), pp. 1-24; L. Delporte, L'Anathème de Jahn, in Recherches de science religieuse, 5 (1914), pp. 297-338. Bonaventura Mariani
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“HEREM (SETTANTA ἈΝΆΘΡΗΣ) (Μ.Α.).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 832. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/herem-settanta-anathres-m-a.