HOBHEBHÈ ŞIJJÖN («AMICI DI SION»)

HOBHEBHÈ ŞIJJÖN («amici di Sion»). - Seguaci del movimento palestinofilo ebraico che precede di due decenni il sionismo politico di Teodoro Herzl. Scopo della hibbath Şijjön era la colonizzazione della Palestina.

I primi inizi datano dal 1840; sulla rivista Orient un anonimo postulò il ritorno in Palestina e a Vienna il futuro bibliografo Mosè Steinschneider presentò ad Adolfo Crémieux un progetto per la fondazione d'una colonia in Palestina. Il capo della ortodossia, R. Zëbhi Kalischer, fondò nel 1860 un'associazione simile tendenzialmente a quella fondata dallo Steinschneider 20 anni prima. Nel 1862 Mosè Hess riprese l'argomento nel suo libro Roma e Gerusalemme, considerando il fattore culturale. Nel 1868 Charles Netter esaminò per conto della Alliance Israelite Universelle la possibilità di far erigere in Palestina una scuola e colonia agricola ebraica. Nel 1873 R. 'Aqibā' Jōšēph Schlesinger vide nel ritorno in Palestina l'unico mezzo di salvezza per gli Ebrei dispersi. Si iniziarono trattative con il governo turco per la concessione di terre in Palestina e in Siria. Sorse per opera del Netter nel 1870 la scuola agricola Miqwēh Jīšrā'ēl («Speranza d'Israele») presso Giaffa. Il 1881 portò con sé l'eccidio degli Ebrei, i pogrom, in Russia. I letterati ebrei fra cui David Gordon, Smolenskin, Lilienblum, Rabinowicz innalzarono il grido «Verso la Palestina!». In varie città russe, rumene, a Vienna sorsero società palestinofile. La gioventù universitaria partecipò con entusiasmo. Ai governi turco e inglese vennero fatte richieste, ma con esito negativo: l'Alliance pensava di convogliare gli emigranti suoi verso l'America. Ma i H. S. fondarono nel 1882 nella Giudea la prima colonia che denominarono Ri'šōn lē-Şijjön. Ricostruirono la colonia Petah ṛwōgh, che era stata distrutta, e ne fondarono due nuove. Nel luglio 1882 giunsero a Giaffa 13 studenti della «Bitu»; il rabbino capo della Francia, Zādhōq Kahn, comunicò a Rabbi Samuele Mohilewer che il barone Edmond de Rotschild era disposto a trapiantare un gruppo di contadini ebrei della Russia in Palestina. Leo Pinskler pubblicò (1882) la sua Autoemancipation: la soluzione del grave problema ebraico non poteva essere che nazionale-territoriale, in Palestina «in quanto possibile». La prima conferenza a cui parteciparono rappresentanti di vari paesi europei ebbe luogo a Kattowitz (nov. 1884) ma non riuscì ad armonizzare le varie tendenze. In Palestina esistevano intanto 9 colonie.

Alle conferenze di Druskeniki i palestinofilo assunsero la denominazione di H. S. in luogo di quella di «Ricordo di Mosè» (Montefiore). Nel 1890 il giornalista Zederbaum chiese ed ottenne dal governo russo l'autorizzazione di costituire ufficialmente una società per la colonizzazione della Palestina. I delegati di 26 città russe si riunirono nel 1890 ad Odessa e fondarono la «Società per aiutare i contadini ed artigiani ebrei in Palestina e Siria». Sorsero altre colonie. Israel Belkind fondò a Giaffa la prima scuola in cui l'insegnamento veniva impartito in ebraico. In seguito alle persecuzioni del 1891 altri emigranti arrivarono in Palestina. Ma una disposizione turca vietò l'immigrazione e l'acquisto di terreni in Palestina.

Il 21 dic. 1891 morì Leo Pinsker, il più forte rappresentante dei H. S. Nel 1889 lo scrittore 'Abad hā-ʿām (= 'Āšēr Ginsberg, 1856-1927) fondò l'associazione Bēnē Mōšēh («Figli di Mosè») e proclamò la rinascita spirituale e nazionale dell'ebraismo come presupposto per la colonizzazione palestinese. I H. S. «poetici» si schierarono attorno a Lilienblum. Intanto il numero delle colonie ascese a 19; nelle città, in particolare a Gerusalemme ed a Giaffa, la popolazione ebraica si andava accrescendo. Nei villaggi furono fatti i primi tentativi per lo sviluppo di aranceti, nelle città per lo sviluppo dell'industria.

Il nuovo capo dei H. S. Ussischkin, si oppose al progetto di colonizzare l'Uganda con emigranti ebrei. Sotto la

sua direzione (eletto nel 1906, mantenne il posto fino al 1918, anno in cui si trasferì in Palestina) sorsero tre nuove colonie di operai. I H. S. erano tutt'uno con il sionismo.

Nel 1920 i bolscevichi conquistarono Odessa e posero fine al comitato dei H. S. (v. SIONISMO).

BIBL.: J. Belkind, Die erste Schritt von Jischuw Erez Jisrael, a voll. (in jodesco), Nuova York 1917; N. Sokolow, History of Zionism, Londra 1919; A. Drujanow, Chibbat Sion, in Enc. Jud., V, coll. 439-46. Eugenio Zolli
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“HOBHEBHÈ ŞIJJÖN («AMICI DI SION»).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 851. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/hobhebhe-sijjon-amici-di-sion.