HONTHORST, Gerard van (GHERARDO delle NOTTI). - Pittore, n. a Utrecht il 4 nov. 1590, m. ivi il 27 apr. 1656. Appartiene a una famiglia d'artisti: l'avo, Gerrit Huyden, e il padre Hermann erano pittori; dei fratelli, uno, Hermann, era scultore, l'altro, Willem, pittore. Dopo aver studiato in patria alla scuola di Abramo Bloemart, dal quale gli derivano particolari intonazioni cromatiche, l'H. venne giovanissimo a Roma, dove lo aveva preceduto il più anziano condiscepolo Ter Brugghen, e dove convenivano numerosi olandesi (Baburen, Jannsens, Seghers, Finsonius, ecc.) attirati tutti nell'orbita caravaggesca. Gli anni della permanenza romana, dal 1610 al 1621, sono i più felici per la sua arte, che nell'adesione ai modi caravaggeschi trova una serietà e un rigore stilistico che verrà a mancare nelle opere più tarde.
Il caravaggismo è già palese in uno dei suoi primi dipinti: la Decollazione del Battista in S. Maria della Scala. Ivi appare anche quella predilezione per le luci artificiali che squarciano con crudezza l'ombra, che gli varrà il soprannome con cui è noto in Italia. A Roma ebbe protettori i due maggiori mecenati dei caravaggeschi, il marchese Vincenzo Giustiniani e il card. Scipione Borghese, nipote di Paolo V. Oltre alle grandi pale d'altare (S. Maria della Vittoria a Roma; S. Silvestro a Montecompatri; chiesa dei Cappuccini di Albano, datata al 1618, forse il suo capolavoro), l'H. dipinge numerosissime composizioni a mezze figure, di soggetto sacro o di genere. Alla morte di Paolo V lascia Roma, e dopo una breve sosta a Firenze (vi resta di lui agli Uffizi una famosa S. Notte) ritorna a Utrecht, e nel periodo 1628-29 fu un breve soggiorno a Londra. In questo secondo tempo della sua vita abbandona quasi completamente il genere caratteristico di scene notturne che l'aveva reso noto in Italia, e si dedica soprattutto al ritratto aulico, con grande successo, presso le corti d'Inghilterra, d'Orange e di Berlino; ma alle solide qualità pittoriche delle opere del periodo romano si sostituisce quasi sempre un vuoto mestiere. Nondimeno nei primi anni del suo ritorno in patria l'H. fu, insieme con il Ter Brugghen, uno dei primi diffusori dei modi caravaggeschi.