HOOGSTRAETEN, JAKOB

HOOGSTRAETEN, Jakob. - Scrittore e polemista domenicano, n. a Hoogstraten (Brabante) nel 1460 ca., m. a Colonia il 27 genn. 1527. Studiò prima a Lovanio poi a Colonia; ivi entrò nell'Ordine dei Predicatori, insegnò per molti anni, fu maestro degli studenti (1498), reggente degli studi (1505, 1509) e priore del convento (1510-11). Insegno teologia anche all'Università e fu inquisitore nelle province di Colonia, Magonza e Treviri.

Intrepido difensore del cattolicesimo, fu attaccato dai più grandi eretici del suo tempo, contro i quali sostenne una vittoriosa lotta a viso aperto. A tutela dei diritti dei Frati Mendicanti scrisse: Defensorium Fratrum Mendicantium contra curatos, qui privilegia fratrum iniuste impugnant (Colonia 1507). Contro un Piero da Ravenna scrisse: Defensio scholastica principum Alemaniae in eo quod sceleratos detinent insepultos in ligno (ivi 1508), Iustificatorium principum Alemaniae (ivi 1509) e Protectorium principum Alemaniae de malefici non sepelendis (ivi 1511). Sostenne una lunga polemica contro il celebre umanista Giovanni Reuchlin. Questi aveva scritto lo Speculum oculare contro l'ebreo convertito G. Pfefferkorn, che nel

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(da H. J. N., Prodromus historios

l'istitutus digtonatium et pragmaticus... Augusts 1127)

suo Speculum manuale aveva sostenuto che tutti i libri degli Ebrei, compreso il Talmud, dovevano essere bruciati per i numerosi errori in essi contenuti su Gesù Cristo e la Vergine. L'II. con l'approvazione dell'Università di Colonia, condannò alcune idee del Reuchlin; questi rispose con la Difesa contro i calunniatori di Colonia. L'affare venne deferito all'arcivescovo di Magonza, ma il Reuchlin appellò a Roma (sett. 1513); Leone X affidò l'esame della questione al vescovo di Spira (nov. 1513). Intanto l'II. in qualità di inquisitore condannò lo Speculum, che venne bruciato (febr. 1514). Il vescovo di Spira ritenne offensiva per sé tale condanna ed emise una sentenza favorevole al Reuchlin (24 apr. 1514). L'II. appellò di nuovo a Roma. Intanto anche la Facoltà di teologia di Parigi condannò come eretico lo Speculum oculare (2 ag. 1514). Simile condanna emanarono le Università di Lovanio, di Magonza e di Erfurt. Ma a Roma l'affare si complicò per interventi politici. La soluzione si fece attendere. Solo il 13 giugno 1520 Leone X dichiarò nulla la sentenza del vescovo di Spira e proibì l'opera del Reuchlin come scandalosa, mentre confermò l'II. inquisitore.

In questa polemica l'II. scrisse Libellus accusatorius contra oculare Speculum Joannis Reuchlin legum doctoris coram commissariis archiepiscopi Magontini productus; Libellus alius supplex Romae Leonis X de eodem negotio oblatus anno 1525 (edito l'uno e l'altro in Acta iudiciorum inter Io. H. et Io. Reuchlin, Hagena 1518); Ad SS. Leonem papam X ac d. Maximilianum imperatorem Apologia (Colonia 1518); Apologia altera (ivi 1519). Inoltre scrisse Destructio cabalae seu cabalistae perfidiae (ivi 1519) contro l'Ars cabalistica e il De verbo mirifico dello stesso Reuchlin. Infine da notare fra gli altri suoi scritti: Margarita moralis philosophiae (Colonia 1521); Epitome de fide et operibus adversus chimericam illam atque monstruosam M. Lutheri libertatem falso ab eo christianam appellatam (ivi 1525); Aliquot disputationes contra lutheranos (ivi 1526).

Bibl.: Quétif-Echard, II, pp. 67-72; Monumenta conventus S. Crucis Coloniensis, in Analecta Ord. Praediar., 2 (1895-96), pp. 559-62; N. Paulus, Die deutschen Dominikaner im Kampfe gegen Luther, Friburgo 1903, pp. 87-106; A. Morier, Histoire des maîtres généraux de l'Ordre des Frères prêcheurs, V. Parigi 1911, pp. 302-99; Registrum lit. fr. Thomae de Vio Caietani O. P. (Monum. O. P. hist., 17, ed. A. Meyer, Roma 1935, pp. 189, 193, 303; H. Jedin, Storia del Concilio di Trento, I, trad. it., Brescia 1949, V. indice.