I CONCILI DI A

I CONCILI DI A. – Tre concili – anzi, un concilio e due «conciliaboli» – furono celebrati in A. nel sec. IV.
Il Concilio adunatosi tra la Pasqua e la Pentecoste del 314 fu molto importante ed assunse quasi il carattere di concilio plenario delle Chiese dell'Asia Minore e della Siria; emanò 25 canoni disciplinari, riguardanti principalmente il trattamento verso i «lapsi» dell'ultima persecuzione (cf. Mansi, II, pp. 513-40). Tutti furono inseriti nel diritto canonico della Chiesa bizantina dal Concilio Trullano (691), ed ebbero così la fortuna d'essere commentati dai grandi canonisti del sec. XII (PG 137, 1123-06).

Nel 358, per iniziativa di Giorgio di Laodicea – uno dei principali partigiani del seminariensimo – si riunì in A. un nuovo sinodo, sotto la presidenza di Basilio di A. per reagire al secondo Concilio di Sirmio tenuto nel 357, dove avevano trionfato gli ariani transgressanti, detti anomei. A conclusione dei lavori, venne redatta una lunga lettera, nella quale è fissata la dottrina dei seminariani, detti anche «omouisiani».

Nell'inverno del 375 fu riunito in A. un altro conciliabolo, in cui fu deliberata la deposizione di Hypsis, vescovo cattolico di Parnassas, e fu accolta un'accusa calunniosa contro s. Gregorio di Nissa, del quale si ordinò l'arresto (ma il santo riuscì a fuggire dalle mani dei soldati).

BIML.: I canoni del Concilio si trovano in tutte le collezioni conciliari ed anche in quelle canoniche. Il testo greco ci è dato la I. B. Pitra, Iuris ecclesiastici Graecorum historia et monumenta, I. Roma 1864, pp. 441-50. Dopo di lui l'ha definitivamente stabilito R. B. Rackhan, The text of the canons of Ancyra, in Studia biblica et ecclesiastica, III, Oxford 1891, pp. 139-216. L'ed. del Rackhan riprodotta da F. Lanchret, Die Kanones der wichtigsten altkirchlichen Concilien nebst den apostolischen Kanones, Friburgo e Lipsia 1896, pp. 20-34 (in appendice, pp. 193-94, varianti da molte edizioni anteriori). Cf. J. G. Herbst, Die Synoden von Ancyra und Nencasarea, in Theologische Quartalschrift, (1821), pp. 399-447; Hefele-Leclercq, I. pp. 298-326 (testo, traduzione e commento); F. X. Funk, Der 17. Kanon der Synode von Ancyra, in Theologische Quartalschrift, 61 (1879), pp. 275-81.

La lettera del Sinodo del 358 ci è conservata per intero da s. Epifanio, Haeres., 73, 2-11, e in parte da s. Ilario, De Synodis, 12-25, 88-91, il quale ne dà un'interpretazione ortodossa. Cf. pure: Hefele-Leclercq, I. pp. 903-908; G. Rasneur, L'ho-

ANCONA - Madonna e figlio, di C. Tura (sec. XV). Venezia, Pinacoteca dell'Accademia.

mioousianisme dans ses rapports avec l'orthodoxie, in Revue d'histoire ecclésiastique, 4 (1903), p. 201.

Il conciliabolo del 375 ci è noto soltanto per mezzo delle lettere 225, 237-40, 244 di s. Basilio. Helfe non ne parla affatto. Vedasi ciò che ne dice Tillemont, IX, Parigi 1703, pp. 247-49.