IEZEDERI I, IMPERATORE PERSIANO. - Della dinastia sassanide, divenuto imperatore nel 399 e m. nel
420. Fu I
una specie di Costantino nella Persia - a por fine, per intervento di s. Mârûtâ (v.), al periodo di persecuzione contro i cristiani iniziato da Sapore II nella metà del sec. IV. «Egli ordinò che in tutto il suo Impero si edificassero con magnificenza le chiese distrutte dagli antenati e si riparassero diligentemente gli altari sconvolti e coloro che per Dio erano stati provati dai ceppi e dai colpi acquistassero la libertà, e i presbiteri e i rettori non tutta la loro comunità fossero senza paura e senza rischio. E questo ebbe luogo nel tempo e nell'occasione dell'elezione del nostro reverendo... Mar Isacco, vescovo di Seleucia-Ctesifonte, katholikós e capo dei vescovi di tutto l'Oriente [399]».Così gli atti del Sinodo di Seleucia-Ctesifonte del 410 (cf. J. B. Chabot, Synodicon orientale, Parigi 1902, p. 18) I. concesse quindi libertà pubblica alla Chiesa in Persia la quale poté organizzarsi. I. convocò il Sinodo di Seleucia del 419 e consigliò ai vescovi persiani di mantenersi uniti all'Occidente. Contemporaneamente I. mantenne buoni rapporti con la corte bizantina, sia mediante i buoni uffici di s. Mârûtâ, sia più tardi, nel 419, per mezzo di un suo legato, probabilmente il vescovo di Seleucia, Jabballâhâ (op. cit., p. 37).