IL SANTUARIO DI N

IL SANTUARIO DI N. S. DI BONARIA. - A sud-est della città, sul piccolo colle di Bonaria ove un ipogeco con pitture e iscrizioni testimonia la fede cristiana che C. ricevè, probabilmente prima in Sardegna, i Mercedari ca. il 1330 avevano fondato il loro più antico convento dell'isola. Non molti anni dopo, il 25 marzo 1370, secondo la tradizione fissata anche in un processo canonico del 1592, una nave proveniente della Spagna, veniva assalita dalla tempesta, già in vista delle coste sarde. Per evitare il naufragio, fu gettato in mare gran parte del carico. Ma una pesante cassa, galleggiando sulle acque, si diresse celermente al golfo di C. Apertala, vi fu trovato un bel simulacro della Vergine, reggente con il braccio sinistro il divin Bambino. Da allora esso fu in venerazione sulla collina di Bonaria. Nel 1704 vi si pose la prima pietra di un nuovo tempio progettato dall'architetto De Vincenti. Ma i lavori rimasero sospesi a lungo e vennero ripresi solo nel 1910. La chiesa, in stile barocco e decorata dal pittore sardo A. Ghisu, fu consacrata nel 1926 dal card. legato Gaetano Bisletti. La Vergine il cui simulacro era stato incoronato nel 1870, fu da Pio X dichiarata principale patrona dell'isola nel 1910. Sarebbe appunto da Bonaria, che la capitale argentina avrebbe derivato il nome Buenos Aires, portato nell'Ame-rica meridionale da marina sard

i. Il santuario è stato molto danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale

Vedi Tav. XX.
BIBL.: Anon., Nostra Signora di Bonaria, in I Santuari d'Italia illustrati, II, Milano 1929, n. 2; A. Salvini, Santuari marini d'Italia, Alba 1940, pp. 374-77. Tommaso Leccisotti