IMPERATORE ROMANO

IMPERATORE ROMANO. - N. nell'anno 86 d. C. a Lanuvio, e seguì tutta la carriera degli uffici sino a giungere nel 138 all'impero; era mite, retto, saggio, laborioso; fu soprannominato Pio per aver difeso la memoria di Adriano. Mantenne buoni rapporti col senato, fu generoso col popolo; amò la pace e l'ordine, fece costruire molte opere pubbliche. Era assai attaccato alla religione tradizionale, ma si mostrò tollerante anche verso gli altri culti ed in particolare temperò i rigori antigiudaici del predecessore; fu paragonato al mitico legislatore della religione romana, Numa Pompilio.

Sotto il suo regno non mancarono i martiri cristiani, il più noto dei quali è il vescovo Policarpo di Smirne, mandato a morte per volontà del popolo, come risulta dalla lettera, certamente autentica, scritta da quella Chiesa con commovente vivacità descrittiva. È, invece, assai difficilmente autentico un documento riportato da Eusebio (*Hist. eccl.*, IV, 13) relativo ad A., e cioè una lettera all'assemblea della provincia di Asia in cui l'imperatore, seguendo l'esempio dei suoi predecessori, raccomanderebbe tolleranza verso i cristiani. Le frasi che in essa ricorrono sono troppo benevole per la nuova religione; e inoltre, l'organo a cui la lettera è diretta non aveva competenza in materia. L'atto rimane tuttavia un indice significativo dello stato d'animo delle comunità cristiane verso gli imperatori che dimostravano comprensione e senso di giustizia. A. morì il 7 marzo 161 e venne tosto divinizzato.

BIBL.: *Dione Cassio*, LXX; *G. Capitolino*, *Ant. Pius*, in *Script. Hist. Augustae*; *Aurelio Vittore. Caesares*, 15. - *G. Lacour-Gayet, Antonin le Pieux et son temps*, Parini 1888; *A. Harnack, Das Edict des Antoninus Pius*, Lipsia 1895; *A. Fliche e V. MARTINO G, Storia della Chiesa*, vers. ital. I, 2a ed., Parola Brezzi 1942, pp. 305-307.