INDOLÉ (da ßvàxλóμα = «apparico», «mi mostro»). - Vuol indicare la naturale disposizione, il particolare «stato nativo» neuro-psicologico, proprio a ciascun individuo, che costituisce elemento di prim’ordine, impalcatura congenita su cui, per opera del lavorio dell’ambiente e dell’educazione e del ripertesi degli atti fisiologici e morali (abito, v.), si svilupperà il vero e proprio carattere (Χαράσσω = «in- cido», «intaglio», «imprimo»), ricco di particolari elementi sopraggiunti e acquisiti. L’i. è, in modo tutto particolare, legata alle condizioni fisiche endocrine, d’equilibrio neuro-vegetativo, di tensione e di reattività dei sistemi della vita di relazione (apparato muscolare e nervoso centrale), di naturale orientazione affettiva e intellettiva dell’individuo; inoltre è determinata da fattori ereditari e psicologici di natura incosciente o subcosciente.
Per tale complessità e importanza di elementi costitutivi e fattori determinanti, l’educatore non può trascurare lo studio e la conoscenza dell’i., dato che essa può rendere differentemente facile o difficile, in questo o quel settore, la costruzione educativa o può richiedere, in soggetti diversi, differenti metodi di formazione. Così pure, al momento dell’orientamento lavorativo o professionale del soggetto e della sua utilizzazione pratica, dovrà darsi buon peso alle tendenze naturali intrinsecamente legate all’i. Oltreché variante personale secondo i vari tipi individuali, una particolare è la propria di ciascun periodo della vita (v. ETÀ DELLA VITA), donde la necessità di speciali comprensioni e di particolari metodi educativi differenti per un fanciullo, p. es., o per un adolescente o per un giovane in pieno sviluppo.
Per una tale differente impostazione fisica, neuro-muscolare e neuro-psicologica, propende l’individuo a una azione pronta e rapida (tachipragismo) o tarda e lenta (bradipragismo), a una reazione psichica veloce (tachipischiismo) o viceversa (bradipischiismo); a differenti aspetti di sensibilità emotiva (iperestesia o ipotestesia affettiva) con differente orientazione della sezione affettiva della psiche (timosiche), volta tendenzialmente verso una naturale serenità, allegrezza, ottimismo o, al contrario, il malumore, la tristezza, il pessimismo; o facile a entrare in risonanza affettiva con l’ambiente (extroversione, espansività) o difficile (introversione, chiusura in sé); o è naturalmente inclinato a questa o quella passione, intesa come moto naturale dell’appetito sensitivo. Così, similmente, avviene della sezione intellettiva della psiche (nonspiche), per cui appare il prevalere di un tipo particolare di memoria, o materiale meccanico o logica concettuale; d’intelligenza naturalmente volta ad esser deduttiva, analitica, logica, o piuttosto, induttiva, sintetica, fantastica; d’energia e tenacia (stenicità, iperbulia) o facchezza e labilità (stenicità, ipobulia) nelle manifestazioni volitive.
È assai importante per l’educatore tener presente che, anche in età della vita assai vicine tra loro, le particolarità dell’i. possono esser totalmente differenti, come lo sono quelle della costituzione corporea e della particolare costellazione endocrina. Così, mentre nel periodo che precede immediatamente la pubertà appare una fase di grande eccitabilità e labilità, sia delle facoltà emotive che intellettive, con prevalente tendenza al tachipischiismo, all’intuizione, alla sintesi; subito dopo la crisi puberale, subentra un periodo di maggior calma e riflessività, con tendenza a un’attività mentale analitica, deduttiva, razionativa.
Tale complessità di fattori e varietà di quadri dell’i., dai più prossimi alla normalità, pur nei limiti della variabilità fluttante individuale, a quelli sconfinanti nell’anormalità, rende assai utile, spesso addirittura necessaria, la cooperazione del medico costituzionalista all’ardua opera dell’educazione.
Giuseppe de Ninno