INDONESIA. - L’Arcipelago indomalese, detto anche delle Indie Orientali (o Insulindia), allaccia due masse continentali, congiungendo il più vecchio al più nuovo dei continenti, l’Asia all’Australia, e si estende dal 95° di longitudine E. al 130°, comprese le Molucche; dal 20° di latitudine N. al 10° S. ca.
I. GEOGRAFIA
Un immenso festone vulcanico che, con le Filippine, il Giappone, le Curili, le Aleutine, ecc... ora sul mare la piattaforma dell’Asia orientale e dell’America settentrionale disponendosi sull’alIndonesia - 1) Confini di Stato; 2) confini di circoscrizione ecclesiastica. Per il Borneo, V. cartina rispettiva.
Lineamento delle geosindacali e precisamente sulla cintura della circumcapitaglia che si allaccia proprio su questo Arcipelago a quella che dal Mediterraneo arriva alle Isole della Sonda.
Immenso labirinto di isole grandi e piccole (se ne contano 3100 ca.) tutte bellissime e tendendosi a cavallo dell'Equatore, tra l'Oceano Indiano e il Pacifico, il Mar Cinese meridionale e i Mari di Sulu, di Giava, della Sonda e di Banda. Elemento caratteristico del rilievo e prova della complessità del movimento orogenetico è il vulcanismo che si mantiene assai vivo; l'attività delle forze endogene inizializzate nel terziario è continuata nel quarantennio e continua nell'attuale. L'andamento delle curve batimetriche e le osservazioni del fondo marino confermano lo studio della fauna per cui si ritrovano a Borneo, Sumatra e Giava mammiferi in una precedente connessione territoriale ora scomparsa. Osservazioni paleontologiche avvalorano tale asserzione, del resto confermata dalla fauna dei Siwalik che ha lasciato ovunque palesi riscontri.
Il clima è spiccatamente equatoriale oceanico con temperature e piovosità considerevoli. Nell'II. hanno notevole influenza i monsoni il cui andamento è molto complesso anche perché alla circolazione monsonica che si manifesta con centro nel continente asiatico, fra riscontro quella che ha per suo centro l'Australia cosicché le correnti richiamate dalla regione meridionale svolgono azioni a volte concordi a volte discordanti con quelle monsoniche dell'Asia. Questo mutare dei venti monsonici crea non infrequentemente i tifoni che con estrema violenza investono alcune regioni dell'Arcipelago.
La prosperità dell'II. è dovuta alle coltivazioni del caucù, della canna da zucchero, del caffè; tè, tabacco, palma di cocco. Le sue foreste sono ricche di legni pregiati, mentre il sottosuolo produce stagno, carbone, petrolio, oro e argento. Lo sviluppo della produzione e la ricchezza complessiva che sono andate aumentando in questi ultimi cinquant'anni (durante i quali la popolazione crebbe dai 12 agli 80 milioni ca.), non hanno mutato la base essenziale della economia dell'II. che resta sempre l'agricoltura alla quale il governo ha rivolto e rivolge cure assidue e intense. Al benessere economico degli indigeni contribuiscono anche l'allevamento del bestiame e la pesca.
| Territori | superficie in kmq. | popolaz. | densità a kmq. |
| Giava e Madoera | 132.174 | 51.000.000 | 386,4 |
| Sumatra | 425.143 | 10.000.000 | 23,5 |
| Borneo | 539.460 | 2.900.000 | 5,4 |
| Bangka, Billiton, Riouw | 48.464 | 460.000 | 9,5 |
| Indonesia occidentale | 759.104 | 12.000.000 | 15,8 |
| Arcipelago indonesiano | 1.904.345 | 76.360.000 | 40,1 |
La grande maggioranza della popolazione è musulmana; vi sono poi 4 milioni e mezzo di pagani, 600 mila protestanti e ca. 300 mila cattolici. Vi si parlano nel complesso 17 lingue importanti complicate da 200 dialetti. Più di tre secoli di dominio olandese hanno favorito il sorgere di città superando ostacoli naturali; il fiorire del commercio, l'introduzione di innovazioni di tipo europeo, avevano escluso gli Indonesian dai 90 milioni di loro governatori. Essi attesero quindi con impazienza il giorno in cui il primo presidente Raden Sockarno salutò la generazione di patrioti indonesiani che aveva combattuto per conquistare la libertà. Dopo la formazione di una Unione Olando-indonesiana (luglio 1948), si ebbe la proclamazione degli Stati Uniti d'II. (27 dic. 1949), che comprende oggi le Isole di Sumatra, Giava, parte del Borneo, le Celebes e le Molucche, parte di Timor e della Nuova Guinea e molte altre isole minori.
La situazione permane naturalmente ancora molto fluida e l'O.N.U. della quale l'II. fa parte non è aliena dall'aiutare il paese nella realizzazione dei nuovi piani di sviluppo sociale ed economico.
Recentemente (1950), il primo rappresentante diplomatico ufficiale della Repubblica degli Stati Uniti d'II. è stato accreditato presso la S. Sede con il rango di ministro.
INDONESIA - 1) Confini di circoscrizione ecclesiastica; 2) ferrovie.
dei Francescani e Domenicani in Borneo e Giava rimasero senza frutto.
Gli Olandesi calvinisti s'impadronirono nel sec. XVII di grandissima parte di queste isole; l'attività dei missionari cattolici fu proibita e le missioni distrutte. Eccezione fecero Ternate e Menado nel nord di Celebes e qualche isolotto vicino, occupati fino al 1663 e parte fino al 1677 dagli Spagnoli provenienti dalle Filippine, i quali partendo distrussero tutto ciò che avevano costruito i Gesuiti, Agostiniani e Francescani spagnoli. Anche le missioni domenicane della Piccola Sonda poterono continuare ma alla fine furono anch'esse ridotte alle stazioni di Timor portoghese. Nuovi tentativi nei secc. XVII e XVIII, come quelli compiuti dai Tatini in Borneo, Sumatra e Giava, non ebbero durata. Due carmelitani che accompagnavano nel 1638 una ambasciata del viceré di Goa furono martirizzati dal sultano di Atchin (Atjeh) in Sumatra. Per tal motivo al principio del sec. XIX le missioni cattoliche, ad eccezione di quelle del Timor portoghese, non esistevano più nell'II. Una ripresa dalle fondamenta fu possibile solo dopo il decreto di libertà religiosa emanato da Luigi Bonaparte nel 1807. L'attività dei sacerdoti secolari della prefettura apostolica di Batavia creata nel 1808, estesa nel 1826 a tutte le Indie orientali olandesi, rimase però ristretta al ministero tra gli Europei cattolici. Anche l'eruzione del vicariato apostolico di Batavia (1847) e l'arrivo dei Gesuiti (1859), i quali formarono in seguito la maggioranza dei missionari e nel 1893 ebbero uno di loro come vicario apostolico, non cambiò gran che nello stato precario delle missioni. Verso la fine del sec. XIX si delineò un miglioramento anche nelle missioni tra gli indigeni. Dal 1902 il vicariato apostolico di Batavia fu diviso e altri istituti missionari vennero man mano in aiuto dei Gesuiti.

à dei sacerdoti secolari della prefettura apostolica di Batavia creata nel 1808, estesa nel 1826 a tutte le Indie orientali olandesi, rimase però ristretta al ministero tra gli Europei cattolici. Anche l'eruzione del vicariato apostolico di Batavia (1847) e l'arrivo dei Gesuiti (1859), i quali formarono in seguito la maggioranza dei missionari e nel 1893 ebbero uno di loro come vicario apostolico, non cambiò gran che nello stato precario delle missioni. Verso la fine del sec. XIX si delineò un miglioramento anche nelle missioni tra gli indigeni. Dal 1902 il vicariato apostolico di Batavia fu diviso e altri istituti missionari vennero man mano in aiuto dei Gesuiti.
In Giava la missione tra i Giavanesi, i quali formano il 65% dei 40 milioni di ab., dalla fine del sec. XIX cominciò a progredire a causa specialmente delle scuole. Al contrario presso i Sondaresi e Maduresi, fanatici maomettani, non si ebbe nessun frutto. Nel 1923 arrivarono a Giava i Carmeliti calzati, incaricati di Malang, prefettura apostolica nel 1927; i Lazzaristi arrivati pure nel 1923 ebbero come campo Soerabaja, prefettura apostolica nel 1928; i Crocigeri lavorano dal 1926 in Bandoen, prefettura apostolica nel 1932; i Missionari del S. Cuore di Gesù destinati nel 1926, ma giunti nel 1927 a Poerwokerto, prefettura apostolica nel 1932. Ad un gesuita indigeno fu affidato nel 1940 il vicariato apostolico di Semarang.
In Sumatra i Gesuiti iniziarono la missione nel 1888 presso i Giavanesi immigrati nella parte meridionale; gli indigeni mali sono maomettani fanatici. I Cappuccini, destinati dal 1911 alla missione di Sumatra (prefettura apostolica nel 1911, denominata Padang nel 1923) ebbero alcuni successi presso i Cinesi del nord, e dal 1928 presso i Bataks, i quali però in gran parte stanno sotto l'influsso della missione protestante renana. Nel sud dell'isola (prefettura apostolica di Benkoelen nel 1923) dal 1924 lavorano i sacerdoti del S. Cuore tra Cinesi e Giavanesi. Nelle Isole Banka e Billiton (prefettura apostolica nel 1923) la Società dei SS. Cuori (Picpus), giunta nel 1924, si occupa specialmente dei Cinesi. Un cinese verso la metà del sec. XIX aveva dato inizio ad un primo nucleo di cattolici, e chiesto missionari da Batavia.
Frutti più copiosi si ebbero nelle Isole della Piccola Sonda. Dal 1862 i Gesuiti si occuparono prima dei vecchi cristiani e poi dal 1897 anche dei pagani. La prefettura apostolica, eretta nel 1913, fu nel 1914 affidata ai Padri del Verbo Divino i quali crearono in Flores e nel Timor olandese le
INDONESIA - 1) Confini di Stato; 2) confini di circoscrizione ecclesiastica; 3) ferrovie.
60. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - VI.
IV. CONDIZIONE GIURIDICA DELLA CHIESA
I principali ostacoli che nel passato hanno posto un freno alla diffusione e all'organizzazione del cattolicesimo in I., musaico di razze umane, di nazionalità, di tribù, di clans, di lingue, di costumi, di cultura, di religioni, di flora e di fauna, sono stati:1) La legislazione olandese, nominatamente l'art. 177 I. S. (Indische Staatsregeling: regolamento governativo per le Indie) il cui tenore è il seguente: «I maestri della fede cristiana, i sacerdoti, i predicatori devono essere muniti di un permesso speciale, da rilasciarsi dal governatore generale stesso o in suo nome, perché possano esplicare la loro attività in un determinato luogo dell'India olandese. Tale permesso,
ove si ravvisi possa essere di danno, o non si osservino le relative condizioni, potrà essere revocato dal governatore generale». Ora questo permesso fu praticamente rifiutato fin negli ultimi tempi, per es., per Bantam (prefettura apostolica di Sukabumi) e per la parte occidentale della Nuova Guinea.
2) L’islam, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affran

Indonesia - Donna che dipinge una stoffa (pittura a sbatikn)-Giava.
came
nto del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Indie Orientali ad appoggiare i pastori calvinisti nella loro opera di penetrazione. Conforme ai principi di Calvino, secondo cui l’autorità civile deve occuparsi anche degli interessi religiosi, l’amministrazione pubblica emanava ordinanze in materia religiosa. Sussidi vennero, allora, corrisposti per il funzionamento delle scuole, degli ospedali e per il sostentamento dei ministri del culto protestanti. Anche i missionari, scuole ed ospedali cattolici, in seguito, riuscirono a beneficiare di tali sussidi.
4) Lo spirito «coloniale» della maggioranza dei commercianti, piantatori e funzionari olandesi. È la «auris sacra fames» che non cerca che i prodotti di queste ricche zone e considera gli abitanti come «mano d’opera» poco costosa.
Un mutamento è da sperare ora dopo l’affrancamento del Regno di Spagna, che ha visto la popolazione spagnola perdere la sua identità e la sua cultura. La popolazione spagnola ha perso la sua identità e la sua cultura, e ha perduto la sua identità e la sua cultura.
5) L’islamismo, che è irregolarmente diffuso nell’arcipelago indonesiano. Occorre fare una distinzione tra islamismo amministrativo e islamismo religioso. Il primo fa sì che nascite, matrimoni, decessi siano circondati dal rito maomettano, che il calendario civile sia islamico, che il diritto agrario, commerciale, penale ecc. segua il Corano.
L’islamismo religioso si distingue sempre per il suo carattere di fanatismo, per la sua decisa ostilità di fronte al cristianesimo, anche quando questo non si incorpora che in un gruppo più o meno numeroso.
3) Il protestantesimo: esso penetrò nell’arcipelago agli inizi del sec. XVII con la venuta degli Olandesi, che si sostituirono ai Portoghesi e Spagnoli. La religione riformata (calvinisti) poté propagarsi, tra il 1602 e il 1622, scuotendo l’organizzazione cattolica, fino a costringere i missionari cattolici ad abbandonare il campo. Fu la Compagnia per le Ind
