INCORONAZIONE

INCORONAZIONE - I. di Ottone III. Bassorilievo di Matteo da Campione (sec. XIV) - Monza, Cattedrale.

Per il senso: E. Eichmann, Die rechtliche u. kirchenpolitische Bedeutung der Kaisersalbung im Mittelalter, in Festschrift f. Georg von Hertling, 1913, S. 263 ff.; id., König und Bischofsweihe (Sitzungsberichte der Bayer. Akad. d. Wissenschaften, philol., philol., u. hist. Klasse), Monaco 1928; H. Walter Klewitz, Die Krönung des Papstes, in Zeitschr. f. Rechtsgesch., Kdn. Abt., 30 (1941), pp. 96-130; P. Oppenheim, Die sakralen Momente in der deutschen Herrschaftliche bis zum Investiturstreit, in Ephemerides liturgicae, 58 (1944), pp. 42-49.

Il testo: J. Catalan, Pontificale Romantum... commentariis illustratum, I, tit. XX, De bened. et coronat. regis, Parigi 1850, p. 575; M. Andrieu, Le Pontifical romain au moyen âge (Studi e testi, 86, 87, 88, 99), 4 voll., Città del Vaticano 1938-41, passim.

2.

I. degli imperatori

L'ì. degli imperatori nell'Occidente comincia con quella di Carlomagno (Natalie Soo). La storia dei riti s'inizia con l'ì. del suo successore Ludovico il Pio (816). Si distinguono 4 o 5 periodi: 1) tempo carolingio-franco, da Ludovico (816) fino a Berengario (915); 2) tempo della dinastia degli Ottoni: Ottone I (962), Ottone II (967), Ottone III (996); 3) tempo della dinastia salica: Enrico II (1014), Corrado II (1027), Enrico III (1046), Enrico IV (1084); segue un tempo di riforma o intermedio: Enrico V (1111), Lotario II (1133), Federico I (Barbarossa, 1155), Enrico VI (1191); 4) da Innocenzo III fino al Caeremoniale Romanum: Ottone IV (1209), Federico II (1220), Enrico VII (1312), Ludovico di Baviera (1328), Carlo IV (1355), Sigismondo (1433), Federico III (1452); 5) Caeremoniale Romanum: Carlo V (1530).

A) Il rito dell'ì. nel tempo carolingio-franco si trova nel cod. Vat. lat. 7114. La recensione più breve contiene soltanto il testo di 4 orazioni: all'ordinazione e alla consacrazione del capo con Crisma, all'ì. e alla benedizione; la recensione più lunga aggiunge la consegna dello scettro, dell'anello e della spada, prima senza fornole, dall'875 con le fornole «accipie virgam», «accipie regiae dignitatis anulum», «accipie gladium» ed il testo delle Laudes «Exaudi Christe». Precedono la cerimonia il solenne ricevimento alla scalinata di S. Pietro (dal'1844), la promessa della pace dell'ordinando e la sua adozione come «Filius Ecclesiae» (dal'1878); dopo l'ì., la solenne processione al Laterano ed il banchetto comune del papa e dell'imperatore.

L'imperatore riceve come i vescovi l'unzione sulla testa con il Crisma e indossa l'abito chiericale.

B) Al tempo degli Ottoni si usava, sotto l'influsso di Cluny, un nuovo cerimoniale dell'ì. (contenuto nell'Ordo Romanus vulgatus, Cencius I), che vien usato la prima volta all'ì. di Ottone I (2 febb. 962). La somiglianza con l'ì. papale si mostra nella recita di tre orazioni fatta dai vescovi di Albano, Porto e Ostia. Fra la seconda e terza orazione si recitano le litanie; segue l'unzione non del capo, ma del braccio destro e fra le spalle, non con crisma, ma con l'olio dei catecumeni; la formola dell'unzione non si trova. Dopo l'orazione del vescovo d'Ostia, segue l'ì. fatta dal papa. Per la consegna delle insegne si usano le fornole dell'Ordo. L'unzione e l'ì. si facevano davanti all'altare di S. Pietro. Anche la regina veniva unanifesta e incoronata.

C) Il tempo più illustre dell'Impero romano, quello della dinastia salica, ha sviluppato un cerimoniale dell'ì. anch'esso molto fastoso, contenuto nell'Ordo Cencius II. All'imperatore va solennemente incontro il prefetto, ed è ricevuto dal papa alla porta di S. Pietro. L'imperatore eletto giura la fedeltà, è adottato quale «filius Ecclesiae» ed entra con il papa nella Basilica; alla porta argentaria segue la prima orazione del vescovo di Albano; poi lo scrutinio e la professione di fede. Segue la seconda orazione, recitata dal vescovo di Porto. L'imperatore eletto indossa la tunica, la dalmatica, il pluviale, la mitra; trattanto la regina viene introdotta nella Basilica. La Messa si celebra all'altare di S. Pietro. Prima del Gloria l'imperatore ed anche la regina vengono uniti dal vescovo di Ostia. Per desiderio dell'imperatore, l'ì. si fa dal papa all'altare di S. Maurizio. L'imperatore riceve l'anello, la spada, la corona ed in fine lo scettro. Dopo l'Epistola si cantano le lodi. All'Offertorio, l'imperatore offre, all'altare di S. Pietro, pane, ceri, oro e vino, e la regina l'acqua per il sacrificio. Dopo la Messa ha luogo la processione al Laterano, l'imperatore (senza corona) tiene la staffa in papa.

D) Il nuovo ordine, composto dall'ordine da Innocenzo III, contiene qualche mutazione: non c'è più la promessa della pace, lo scrutinio, l'adozione come «Filius», l'imperatore eletto invece vien annoverato fra i Canonici di S. Pietro; l'unzione si fa all'altare di S. Maurizio. Nella Messa, dopo il Graduale, il papa corona l'imperatore, poi gli dà lo scettro, il globo o pomo imperiale d'oro ed in fine la spada. L'ordine di queste insegne si cambia talvolta, p. es., nel 1452: lo scettro, la spada, il globo ed in fine la corona, o, come nel 1530: la spada, il globo nella destra, lo scettro nella sinistra, infine la corona.

E) Tutte queste cerimonie, come quella dell'ì. del papa, vengono codificate per ordine di Innocenzo VIII nel 1488 e pubblicate nel Caeremoniale Cappellae Pontificiae, del 1516. L'ì. non si fa più all'altare, ma alla cattedra del papa; le fornole della consegna vengono recitate dal papa solo.

Nell'impero bizantino, l'imperatore vien coronato dalla Chiesa fino dal sec. IV (Teodoro I 379-95); ma qui manca la parte specifica dell'ordinazione occidentale, cioè l'unzione. - Vedi tav. CVII.

Bibl.: E. Eichmann, Der Kaiserkrönungsord «Cencius II», in Miscellanea F. Ehrle (Studi e testi, 38), II, Roma 1924, p. 322; id., Die Kaiserkrönung im Abendland, I. Das Gesamtbild, Ilanaco 1942; M. Andrieu, Le Pontifical romain au moyen âge (Studi e testi, 87), II, Città del Vaticano 1940, pp. 288-300 (in imperiale), 382-408 (Ordo ad benedicendum imperatorem); W. Ensslin, Zur Frage nach der ersten Kaiserkrönung durch den Patriarchen und zur Bedeutung dieses Aktes im Wahlzereinionell, Byzantin. Zeitschrift, 43 (1950), pp. 369-72.

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(Ivi. Andrison)
Incoronazione - I. di Ottone III. Bussorilievo di Matteo da Campione (sec. xiv) - Monza, Cattedrale.