INNOCENZO VI, PAPA. - Originario del Limosino, Stefano Aubert fu eletto papa il 18 dic. 1352 e incoronato il 30. Era uno stimato giureconsulto che

I. si deve annoverare tra i papi riformatori; si affrettò (6 luglio 1353) a dichiarare nulla la capitolazione sottoscritta, durante il Conclave, dai membri del S. Collegio, come attentatoria alla pienezza del potere che Cristo aveva conferito a Pietro (cost. Sollicitudo pastoralis, in Bullarium Romanum, ed. Ch. Coquelines, III, 11, Roma 1741, pp. 316-18). Inoltre attese a che il clero osservasse la residenza, represse gli abusi che si erano introdotti in alcuni Ordini religiosi e impose a questi ultimi nuove Regole. Con energia, anche se invano, difese i diritti del matrimonio che Pietro il Crudele, re di Castiglia, aveva violato. Se non protestò contro la pubblicazione della «bolla d'oro» (14 genn. 1356) che istituiva un regime nuovo per la elezione del re dei Romani (passando sotto silenzio le pretese della S. Sede ad approvare e a confermare tale elezione e a sostituire l'autorità imperiale in Italia durante la vacanza dell'Impero) fu senza dubbio perché il famoso editto staccava la penisola da questo stesso Impero e di conseguenza favoriva la sua politica personale oltr'Alpi.
I. si proponeva infatti di riconquistare gli Stati della Chiesa. Ebbe il merito di scoprire un uomo di genio nel card. Egidio Albornoz, che seppe ridurre all'obbedienza il prefetto di Roma, Giovanni di Vico, i baroni del Patrimonio di S. Pietro, della Marca d'Ancona e della Romagna, e riuscì a strappare Bologna alle mani di Bernabò Visconti.
Le preoccupazioni creategli dalla guerra dei Cento anni e gli scacchi diplomatici che dovette subire, minarono la sua malferma salute. M. il 12 sett. 1362; fu sepolto nella chiesa della certosa di Villeneuve-les-Avignon, da lui fondata.