INSIDIA. - L'i. (dal latino insidiae e insideo) è l'inganno preparato celatamente contro qualcuno e prende diversi nomi, secondo le diverse finalità, a cui è diretta: dolo, frode, induzione al peccato, infamia, ingiuria, omicidio, tentazione; qui è considerata in quanto significa l'inganno diretto a disorientare il nemico, soprattutto in tempo di guerra.
Della moralità di tali i. s. Agostino già a suo tempo asseriva che combattere, anche non apertamente, ma mediante i. non significa violare la virtù della giustizia; esempi del Vecchio Testamento abbastanza numerosi provano questa dottrina ammessa non solo dai gentili, ma anche dal popolo eletto. Dio stesso comandò a Giosuè di usare i. contro gli abitanti della città di Hai (Jos., 8, 2, 4 ecc.). Pertanto l'i. non è intrinsecamente disonesta, benché lo possano essere i mezzi con i quali viene tesa, ad es., quando si mente o si violano i patti: il che è certamente proibito, essendo contro la carità quando non è pure contro la giustizia (Sum. Theol., 2ᵃ-2ᵃc, q. 40, 3 e q. 71, 3 ad 3).

(fot. Anderson)
Purtroppo ogni guerra indebolisce i principi morali che dovrebbero regolare i rapporti anche tra nemici, né valgono ad eliminare quest'effetto le leggi e le convenzioni internazionali: per questo è facile passare dalle semplici i. a violazioni chiare e aperte delle leggi anche naturali.