INTOSSICAZIONI GRAVIDICHE (GESTOSI, TOSSIEME GRAVIDICHE, TOSSICOSI GRAVIDICHE)

INTOSSICAZIONI GRAVIDICHE (GESTOSI, TOSSIEME GRAVIDICHE, TOSSICOSI GRAVIDICHE). - Con tale denominazione si vogliono riunire in gruppo tutti quegli stati morbosi le cui caratteristiche principali sono di essere strettamente legate allo stato gravidico (quasi come causa ad effetto) e di avere un intimo meccanismo patogenetico ancora oscuro.

Il termine di i. g. in se stesso è improprio, perché fa pensare a una causa precisa, cioè a tossici individuati, il che non corrisponde al vero, sia perché tali ipotetiche sostanze tossiche non sono state mai identificate, sia, soprattutto, perché proprio questa teoria di causalità morbosa è stata dalla maggioranza degli studiosi oggi abbandonata. Si ammette ora, infatti, che la gravidanza agisca come causa complessa e di ordine biologico-ormonale che investe e, a volte, compromette l'intero organismo della gestante; tali stati morbosi si dimostrano spesso esagerazioni, patologiche e gravi, di quelle manifestazioni proprie della gravidanza (quali la lieve degenerazione grassa del fegato, la leggera albuminuria, il vomito solitario dei primi tre mesi, ecc.) che sono considerate fisiologiche, sia per la loro frequenza sia perché non danneggiano in alcun modo la gestante.

Si indicano brevemente le principali i. g.: 1) *l'ipermesi gravidica* o vomito incoercibile delle gravide, che impedisce nella donna ogni assunzione di cibo solido o liquido anche in minima quantità, causando perciò prima una progressiva perdita del peso corporeo (fino a 500-1000 grammi al giorno) e poi, nei casi assai gravi, attraverso lo stadio di adinamia cardiaca, la morte. 2) *nefropatie gravidiche*, in cui si hanno imponenti lesioni degenerative del rene, con conseguenze cliniche che vanno dall'albuminuria lieve senza ipertensione, a quella con ipertensione, edemi, oliguria, fino all'insufficienza reale. 3) *L'eclampsia*, complesso sintomatico che segue quasi sempre una nefropatia grave, e che è caratterizzata da crisi convulsive tonico-cloniche, seguite successivamente da coma. Le nefropatie gravidiche l'eclampsia insorgono però quasi sempre negli ultimi mesi (7-8%) della gravidanza, perciò la eventuale interruzione terapeutica di questa non pregiudica la vita del feto che ormai ha raggiunto uno sviluppo tale da permettergli una vita autonoma. 4) *L'ittero e l'atrofia giallo-acuta* del fegato, gravi alterazioni degenerative che, spesso associate alle altre forme di tossiemie, portano a morte la donna attraverso il quadro della grande insufficienza epatica.

Altri stati morbosi, di minore importanza e gravità, possono essere compresi tra le i. g. Le tossicosi gravidi che trovano tutte immediato beneficio nell'interruzione della gravidanza (aborto e parto prematuro provocato), il che conferma il loro rapporto causale con la gravidanza; però le nuove acquisizioni della terapia medica permettono nella grande maggioranza dei casi, di curare le manifestazioni morbose e far continuare la gravidanza fino al termine, senza compromettere la vita della madre e del feto.

BIBL.: I. Clivio e altri, *Trattato di ostetricia*, Milano 1945; J. B. De Lee-J. P. Greenhill, *Principles and practice of obstetric care*, Londra 1947; vari autori: *Encyclopédie médico-chirurgicale*, Parigi 1951, XXII-XXIII.