IRLANDA (A) ERIC H

IRLANDA

(a) Eric H. L. Sexton, Irish figure sculptured, Portland, Maine 1946, tav. 15)

IRLANDA - Croce di Muirzdach (sec. X) - Monasterboice.

luta e'gli «anglo-irlandesi» discendenti dai primi invasiatori e favorevoli ad un compromesso con la corona inglese, impedì una soluzione pacifica, pur dopo ca. sette anni di governo della Confederazione irlandese, e nonostante che il re Carlo I in lotta con il Parlamento di Londra avesse garantito la libertà religiosa, in cambio di un esercito irlandese da inviare in Inghilterra.

A risolvere con violenza la questione sbarcò in 1. dopo l'esecuzione capitale del Re, Oliviero Cromwell (1649), che, dopo aver sterminato gli Irlandesi a Drogheda e a Wexford ed espugnate Kilkenny e Clonmel, se ne tornò in Inghilterra lasciando ai suoi luogotenenti l'incarico di sottomettere il paese. La conquista fu compiuta nel 1652 i territori conquistati furono distribuiti ai soldati di Cromwell (Act of settlement, 1653) e gli Irlandesi rimasti senza terra, vennero confinati nel Connaught.

Con Carlo II le condizioni migliorarono un poco perché questi ebbe cura di sistemare i vari piantatori distinguendo le famiglie degli antichi anglonormanni, piantatori di Elisabetta e Carlo I e i piantatori cromveliani (Act of settlement, 1663). Il suo successore Giancomo II per riconquistare il trono inglese perduto (1688), poiché cattolico e ostile al Parlamento, puntò sulla Francia di Luigi XIV e sull'I.

V. L'

I. SOTTO LE LEGGI PENALI

Allora il suo genero Guglielmo III di Orange sbarcò con un esercito nell'isola e sconfisse sul fiume Boyne l'esercito reale (30 giugno 1690). Conseguenza della sconfitta fu per l'I. una nuova piantagione di orangisti che andarono a occupare il luogo dei giacobiti messi al bando e un periodo di netto predominio dei protestanti, con l'applicazione di «leggi e le parole» e con la sparizione completa del regime tribale in forza dell'ultima espropriazione e dell'Act of resumption (1700) che ne seguì, in seguito al quale tutte le terre confiscate o concesse in 1. dopo il 1689 dovevano far ritorno allo Stato che le rivendette al pubblico incanto; mentre l'industria della lana veniva sradicata dal paese a vantaggio dell'Inghilterra, senza che valesse a compensarla l'introduzione dell'industria del lino di cui si avvantaggia solo l'Ulster orangista.

La soppressione del regime tribale, togliendo la causa delle contese interne facilitò il sorgere dell'idea dell'unione degli Irlandesi, uguagliati nella loro qualità di cattolici (meno gli orangisti dell'Ulster), contro il dominatore inglese e protestante. Nel medesimo tempo le idee di tolleranza proprie del sec. XVIII, che è il secolo dell'illuminismo, provocarono da parte degli Inglesi un alleggerimento delle leggi penali. Al protestante Enrico Grattan si dovette la proposta fatta al Parlamento inglese di parificare i diritti dei cattolici a quelli dei protestanti. La guerra d'indipendenza delle colonie inglesi di America, che provocò la formazione di un esercito irlandese di 42 mila volontari, giunto poi a 100 mila, contribuì a rendere meno pesante la dura mano degli Inglesi; mentre un'insurrezione nazionale (1798) ben presto domata, suscitata nell'isola dalla Rivoluzione Francese, persuase il primo ministro inglese Pitt a proclamare (1800) l'unione in un solo regno della Gran Bretagna e dell'I., con un unico Parlamento risiedente a Londra.

VI. L'UNIONE DELL'

I. ALLA GRAN BRETAGNA

L'unione, avversata dai protestanti irlandesi che vi scorso una diminuzione della loro privilegiata situazione, non dispiace ai cattolici perché la considerarono un mezzo per facilitare la loro emancipazione, facendoli uscire dall'isolamento e rendendo loro possibile di far sentire la loro voce nel Parlamento inglese.

Il sec. XIX è effettivamente quello in cui furono poste le solide basi dell'indipendenza d'I. Ma la via da percorrere era ancora lunga e scabrosa in quanto: 1) la Chiesa protestante aveva ancora una posizione privilegiata, non solo di onore ma anche economica, a causa delle decime che la popolazione era tenuta a versare; 2) il territorio era in massima parte in mano di proprietari inglesi (landlords) refrattari a qualsiasi modifica del regime di cui beneficiavano a danno di tutto il paese.

Sicché, subito dopo l'unione, cominciò la lotta per l'emancipazione condotta da D. O'CONNEL, DANIELE (v.) che, organizzando i contadini, ottenne dal Parlamento l'approvazione dell'Emancipation Act (1829) per cui cattolici e protestanti furono parificati nei diritti.

La terribile carestia che seguì in 1. nel 1848, in seguito al cattivo raccolto, cagionando la morte di centinaia di migliaia di persone e l'emigrazione in America di oltre un milione e mezzo, a causa dell'improvviso del governo, persuase il governo liberale presieduto da Gladstone ad abolire (1870) i privilegi della Chiesa protestante, a porre in discussione la riforma agraria e a prospettare l'opportunità di concedere all'I. il diritto all'autogoverno (Home rule). Questo movimento, iniziato da S. Butt, caldeggiato dal patriota irlandese C. S. Parnell, cadde due volte (1886 e 1893) per l'opposizione dei conservatori e sarebbe caduto anche la terza volta (quando fu presentato dal deputato Redmond, a causa dell'opposizione dei protestanti dell'Ulster che temevano compromessu la loro posizione di privilegio e minacciavano la guerra civile) se non fosse scoppiata la prima guerra mondiale (1914-18) nella quale l'I. si schierò a fianco dell'Inghilterra, sedando per allora i motivi di contrasto. Il quale fu mantenuto idealmente vivo dall'Associazione politica dei Sinn Feiners, «quelli che fanno da sé», creata da A. Griffith; questa prese parte all'insurrezione scoppiata nel 1916, d'accordo con la Germania e repressa sanguinosamente dall'Inghilterra; trionfo nelle elezioni del 1918 e si affermò stabilmente con la formazione di un esercito repubblicano irlandese (Irish Republican Army). Nel 1919 i Sinn Feiners si costituirono in «Assemblea di Irlanda» (Dail Eireann) e proclamarono l'indipendenza del paese sotto la presidenza di E. De Valera.

VII. L'

I. INDIPENDENTE

Il primo ministro inglese Lloyd George finì per trattare con essi riconoscendo (6 dic. 1921) all'I. la condizione di dominio con l'obbligo del giuramento di fedeltà al re d'Inghilterra e il pagamento di un canone annuo quale risarc

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(de Eric H. L. Sexton, Irish figure sculptures, Portland, Maine 1856, too. [8] Irlanda - Croce di Muirzdach (sec. x) - Monasterboice.

luta e"gli anglo-irlandesi a discendenti dai primi invasori e favorevoli ad un compromesso con la corona inglese, impedl una soluzione pacifica, pur dopo ca. sette a

mento ai landlords inglesi per le terre restituite all'I. L'I. ebbe il titolo di Stato libero (Irish Free State, Sàorstat Éireann) comprendente le 26 contee cattoliche del centro e del sud mentre le 6 contee protestanti dell'Ulster ri-manevano unite all'Inghilterra. Gli estremisti irlandesi non approvarono questo accomodamento e ne seguì una lotta in cui caddero uccisi A. Griffith e M. Collins, cui successe W. Cosgrave. L'ordine fu ristabilito nel 1923, ma conseguenza della contesa fu il sorgere di un nuovo partito chiamato Fianna Fail, «soldati del destino», fondato dal De Valera che ebbe per programma di modificare su due punti la Costituzione del 1921: abolire il giuramento di fedeltà al re d'Inghilterra e la somma annua da pagare ai landlords inglesi.

La nuova Costituzione, approvata dal Parlamento e confermata da un plébiscito popolare, andò in vigore il 29 dic. 1937. Con essa l'I. ha raggiunto l'obiettivo della sua indipendenza come Stato sovrano, tanto che poté dichiarare la propria neutralità, di fronte all'Inghilterra, allo scoppio della seconda guerra mondiale (2 sett. 1939). Ma a rendere completa l'indipendenza manca ancora dal punto di vista territoriale e politico l'annessione delle sei contee dell'Ulster. Nelle elezioni del 1948, al posto di E. De Valera, è salito Thomas O' Kelley, quale Presidente della Repubblica irlandese.

BIBL.: Le fonti più antiche per la storia dell'I. sono state raccolte da M.O' Clery e altri tre francescani del convento di Donegal, sotto il titolo di Annali di Donegal (o Annali dei quattro maestri): vanno dall'anno del mondo 2242, al 1616 d. C. e furono compilati dal 1632 al 1636. Se ne ha una traduzione latina a cura di C. O' Connor, Rerum hibernicarum scriptores veteres, III. Buckingham 1824, e una inglese a cura di J. O' Donovan, Annales of the Kingdom of Ireland by the Four Masters, Dublino 1851, 2a ed., 1856. — Studi: R. Boyle, History of the Irish Confederation and the war in Ireland, Londra 1882-92; M. H. Hiskson, Ireland in 17th Century, 1883; A. Pittaluga, La questione agraria in I., Roma 1894; W. E. H. Lecky, History of Ireland in the 18th Century, 1894

2) Ai genitori è data piena libertà di far istruire i propri figli a casa, oppure in scuole private o in scuole riconosciute o create dallo Stato. 3) Lo Stato, tenendo conto della coscienza e della legittima preferenza dei genitori, non obbliga questi a mandare loro figli nelle scuole statali, ma, tuttavia, come custode del pubblico benessere, esige che i fanciulli, a seconda delle loro condizioni sociali, ricevano un minimo di educazione morale, intellettuale e sociale. 4) Lo Stato provvede gratuitamente alla istruzione primaria e cerca di aiutare, con adeguate sovvenzioni, l'iniziativa privata e corporativa di carattere educativo e, quando il pubblico lo richiede, provvede ad altre agevolazioni ed istituzioni educative, tenendo però sempre presente i diritti che spettano ai genitori, specialmente in materia di formazione religiosa e morale. 5) Solo in casi eccezionali, lo Stato, come custode del bene pubblico, si sostituirà ai parenti stessi se essi, per ragioni morali e fisiche, vengono meno al loro dovere verso i figli. Lo Stato avrà sempre riguardo dei naturali ed imprescritti-bili diritti dei fanciulli.

Il popolo irlandese giunge a questi risultati attraverso una lotta che ebbe inizio nel 1612 con la fondazione delle Royal Free Schools a cui seguì il decreto Penal Laws che proscrisse l'istruzione cattolica in l'Impero. Il decreto, fondato da Lorde, e la legge di 1797, stabilisce che i genitori, in quanto i genitori, sono tenuti a educare i figli in modo che siano in grado di essere educati a casa e a scuola. 6) Lo Stato, come custode del bene pubblico, si sostituirà ai parenti stessi se essi, per ragioni morali e fisiche, vengono meno al loro dovere verso i figli. Lo Stato avrà sempre riguardo dei naturali ed imprescritti-bili diritti dei fanciulli.

Il popolo irlandese giunge a questi risultati attraverso una lotta che ebbe inizio nel 1612 con la fondazione delle Royal Free Schools a cui seguì il decreto Penal Laws che proscrisse l'istruzione cattolica in l'Impero. Il decreto, fondato da Lorde, e la legge di 1797, stabilisce che i genitori, in quanto i genitori, sono tenuti a educare i figli in modo che siano in

una prosa narrativa, alternata a poesie riassuntive. Il dialogo della narrazione è molto ben condotto e i caratteri individuali sono vigorosamente delineati. Gli elementi di un'epica e di un dramma nazionale sono qui numerosissimi; ma questo copioso materiale non trovò mai la sua espressione in forma letteraria, probabilmente a causa dell'irregolare svolgimento della storia irlandese. Molti racconti secondari sono raggruppati intorno a quello centrale del Táin. Uno di questi, La tragica morte dei figli di Unsech, conquistò la immaginazione popolare più degli altri, e tuttora sopravvive nel ricordo del popolo. Vi sono altre storie minori, come Il sacco della locanda di Dá Derga, e una serie di storie che descrivono alcune visite di mortali alla Terra di Profezia: Il viaggio di Bran, Il viaggio di Maelduin, ecc.

b) Il ciclo Feniano si riallaccia alle caratteristiche di un'epoca più tarda, ed è composto in forma di ballata. Vi è più umanità, bene e male, nel suo personaggio principale, Finn Mac Cumhaill, e i suoi compagni. Vi è pure maggiore consapevolezza del diletto che dà la bellezza della natura e il pericolo della caccia. Molti dei racconti feniani vivono ancora nelle province dell'I. moderna dove si parla gaelico. La più antica versione di queste leggende feniane è nel Colloquio dei vecchi, conservato nel Libro di Lismore (sec. xv). Ballate posteriori si possono trovare nel Duanaire Finn (compilazione dell'inizio del sec. xvii). Romanzi in prosa sul tema feniano si ebbero nei secc. xvi e xvii: L'inseguimento di Diarmuid e Gráinne, ecc.

Il primo racconto in prosa è Cogad Gaedel re Gal-lain (Guerre dei Gaeli e degli stranieri), scritto subito dopo la battaglia di Clontarf (1014). Altre opere in prosa sono Caithréim Callacháin Caisil e Leabhar Gabhdla (Il Libro delle invasioni) che riunisce molte leggende dell'antica storia irlandese. La letteratura annalistica è più abbondante della narrativa storica. La più antica compilazione annalistica proviene dalla provincia meridionale di Munster: gli Annali di Nisfallen (1009). Compilazioni posteriori sono gli Annali di Tigernach (sec. xiv); gli Annali dell'Ulster (1490); gli Annali di Loch Cé (1588) e gli Annali dei quattro maestri (1632-36). Quest'ultima compilazione è opera di un gruppo di studiosi francescani irlandesi, i quali copiarono tutto il materiale più antico che poterono trovare nei loro annali, scritti presso il monastero francescano di Donegal.

La più importante collezione di genealogie fu raccolta a Galway, con materiale antico, da Duaid Mac Fíribis (1650-66). Ivi si trova pure gran copia di materiale manoscritto da studiosi di professione di questo periodo di topografia, storia, genealogia, grammatica, metrica e diritto. Solo una piccola parte del sistema giuridico irlandese, conosciuta come le leggi Brehon, è stata già studiata. Vi sono anche traduzioni irlandesi del periodo di mezzo di storie classiche di Grecia e Roma. Gli scritti religiosi sono ben rappresentati in questo periodo. Numevole vite di santi irlandesi sono contenute nel Leabhar Breac e nel Libro di Lismore. Gran quantità di testi tratta di visite al Paradiso e all'Inferno. Di questi i più famosi sono La visione di Adamnan (sec. xii), La visione di Fursa e La visione di Tundal (sec. xii). Si dice che Dante abbia subito l'influenza dalla Visione di Fursa. La visione di Mac Conglinne differisce da questi testi: è una intelligenza satira dei monaci irlandesi del sec. XII. La poesia amorosa di questo periodo mostra l'influsso dell'amour courtois della tradizione europea. La parte migliore di questi poemi d'amore è stata raccolta da T. F. O' Rahilly in Dante Grádha (Dublino 1916).

III. PERIODO MODERNO

Il sec. xvii vide il progressivo aumento della potenza e della cultura inglese in I., e un corrispondente declino della vecchia tradizione gaelica. Per scarsità di protettori la scuola bardica decadde, e i poeti respinsero i vecchi metri classici in favore del verso più semplice del linguaggio popolare. David O' Bruadar, Pierce Ferriter ed Egan O' Rahilly sono i più importanti poeti del sec. xvii. Una scuola di prosa religiosa nacque nei collegi irlandesi sul continente, specialmente nel convento francescano irlandese di S. Antonio a Lovanio, dove furono prodotti i primi libri stampati irlandesi.

La prima biografia, in ordine di data e di una certa pretesa, in irlandese moderno, è la Vita di Colmcille di Manus O' Donnel, scritta nel 1536. Tadhg Ó Cánain

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Irlanda - Veduta di Dungannon, contea di Tyrone.
(Int. British Counci)

(m. nel 1608) scrisse la Fuga dei conti, racconto della tragica storia dei due capi dell'Ulster, O' Neill (il quale morì a Roma) e O' Donnell, dopo la loro sconfitta nella battaglia di Kinsale (1601). Geoffrey Keating (1570-1646) e il più grande scrittore di racconti storici e il principale esponente della prosa irlandese moderna. Era prete e scomunicato quando scrisse una Foras Feasa ar Éirinn (Storia dell'I.), come anche un certo numero di belle poesie e due opere religiose: una Difesa della Messa e un trattato morale sui Tre strati della morte.

Nel sec. XVIII la letteratura gaelica consiste soprattutto in canti popolari e poesie religiose, molti dei quali sono artisticamente di prim'ordine. I due poemi più notevoli sono I canti di Ossian, di Michael Comyn, e la Corte di mezzanotte, poema satirico, di Brian Marriman. Ma l'antica tradizione letteraria comincia a decadere.

A metà del sec. XIX si manifestò di nuovo un interesse per la letteratura gaelica. Gli studiosi di filologia comparata cominciarono ad occuparsi delle antiche forme linguistiche irlandesi, e molti dei più antichi manoscritti irlandesi furono stampati per la prima volta. A questo seguito, verso la fine del secolo, un movimento per far rivivere il linguaggio parlato, che andava rapidamente scomparendo in tutto il paese. La lega gaelica fu fondata nel 1893. Il primo presidente ne fu Douglas Hyde, più tardi primo presidente d'I. Suo collaboratore fu Eoin Mac Neill, più tardi professore di storia irlandese antica all'Università nazionale di I., uno degli irlandesi più dottori del suo tempo. Vasta è stata la produzione letteraria dal 1893, in cui figurano anche moderne edizioni di antichi racconti irlandesi e traduzioni di opere letterarie moderne degli altri paesi europei. L'Institutuale del folklore irlandese ha lo scopo di conservare la tradizione orale dei centri di lingua gaelica. È anche sorta una scuola di scrittori anglo-irlandesi con l'intento di tradurre l'antico patrimonio letterario gaelico per i lettori inglesi.

È troppo presto per dire se il tentativo di far rinascere il gaelico come lingua universalmente parlata in I. avrà successo. Esso è liberamente parlato dai gruppi di lingua gaelica delle coste nord-occidentali, occidentali e sud-orientali. L'insegnamento dell'irlandese è seguito in tutte le scuole del paese, ed esso è oggi (1950) ben lontano dall'essere una lingua morta. Mai, dal sec. XVII, vi è stato un interesse generale per la lingua e la letteratura irlandesi, quali si manifesta oggi in I. Parecchi grandi scrittori inglesi (J. Swift, O. Goldsmith, E. Burke, S. Butler, O. Wilde, W. B. Yeats I. M. Synge, J. Joyce, B. Shaw, ecc.) sono nati o vissuti in I.; senza approfondire qui aspetti particolari della loro opera, si nota che alcuni tratti del loro carattere e della loro arte, forse in primo luogo una particolare forma di ironia ed un gusto per il paradosso, rivelano l'anima irlandese.

BIBL.: E. Hull, A text book of Irish literature, Dublin 1906; D. Hyde, A literary history of Ireland, Londra 1910; A. de Blaz,

IRLANDA - Veduta di Cobh (per cortesia di mons. A. P. Frutas) (Queenstown), contea di Cork.

V. ARTE.

Per la liturgia celtica v.: CELTI, IV. Liturgia. Per l'arte celtica fino al sec. XII, v.: CELTI, V. Arte. La produzione artistica celtica o irlandese dalla fine del sec. XII al sec. XVIII ha una scarsa importanza. In questo lungo periodo le numerose chiese gotiche sono quasi tutte semplici e disadornate. Con il sec. XVIII tuttavia il genio irlandese una volta ancora ritrovò se stesso, soprattutto nel campo dell'architettura profana, e in Dublino c'è in tutto il paese si ebbe una serie straordinariamente grande di case somiglianti, ma nello stesso tempo diverse, da quelle inglesi. Le case ebbero anche belle decorazioni in stucco e le arti minori fiorirono accanto all'architettura; degna di nota è la produzione di mobili e specialmente di specchi. Durante il sec. XVIII anche l'architettura religiosa fiorì in I., ma le chiese furono più semplici delle case, e l'arte religiosa di quell'epoca ha soltanto un'importanza locale. In seguito si costruì molto, specialmente sotto la protezione della Chiesa cattolica, ma poco vi è che possa distinguersi per importanza internazionale, eccetto forse qualcuno delle più recenti vetrate a colori. Vedi tav. XIII-XIV. Davide Talbot Rice