ISAI. — Scrittore ascetico, da non confondere con il monaco egiziano Isaia del sec. IV, di cui parlano Rufino (Hist. monarch., 10; PL 21, 428 seg.; cf. E. Preuschen, Palladius und Rufinus, Giessen 1897, p. 63 seg.) e Palladio (Hist. Lausia, cap. 14; ed. Butler, II, p. 37 seg.). I. era monofisita, asceta anch'egli; venne dall'Egitto in Palestina, vivendo nell'eroe di Eleuteropoli, e presso Gaza, dove morì l'11 ag. 488; era, secondo Zaccaria retore (Vita Isaiae, ed E. W. Brooks, Corpus script. christ. orient., Script. Syri, 3a serie, XXV, Parigi 1907, trad. latina, pp. 1-10), anche autore di scritti ascetici.
Son ben provate le sue relazioni come monofisita con Pietro l'iberico, vescovo di Maiuma e con Teodoro di Antinone; ma accertata la sua vera posizione