ISIDORO DI CHIO, SANTO, MARTIRE

ISIDORO di CHIO, santo, martire. - Soldato, appartenente alla flotta di Alessandria all'epoca dell'imperatore Decio, con il grado di aiutante (optio) per le distribuzioni annonarie. Poco tempo dopo che la sua nave era approdata all'isola di Chio, denunciato quale cristiano dal centurione Giulio, fu fatto passare per le armi dal prefetto delle milizie, Numeriano. Così la Passio, che non è un documento genuino (BHL, 4478-80; Supplementum, p. 179; BHG, 960-61, cf. anche Anal. Boll., 32 [1913], p. 468; 54 [1936], p. 396).

Non è escluso che si tratti d'una vittima di Diocleziano anziché di Decio. Comunque il culto di s. I. di Chio a causa della notorietà del suo santuario, conosciuto

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(la J. Braun, Trocks and Attributs der Halligra in der deutschen Kunst, Stoccarda III, 89. 88)
Isidoro l'Acricoltore, santo - Scultura di Günther (ca. 1770)-Rott sull' Inn.

anche in Occidente (cf. Gregorio di Tours, *In gloria Martyrum*, 101), ha oscurato i suoi omonimi martiri, come quello ricordato da Eusebio di Cesarea, pure egiziano, vittima della persecuzione di Decio (*Hist. eccl.*, VI, 41, 19). È quindi molto probabile che gli accenni a reliquie o a chiese di s. I., senz'altra indicazione, sino ai primi secoli del medioevo, si debbano riferire al nostro martire. Così, a Costantinopoli, la cappella con reliquie di s. I., edificata accanto a S. Irene da s. Marciano (sec. v); a Calama (Guelma) e Henchir Djulta in Africa, le iscrizioni con accenni a reliquie di s. I.; la lampada con il nome di s. I. trovata in Egitto e la Chiesa a lui dedicata a Deir el-Medinet; a Roma, la chiesa e il monastero ricordati rispettivamente nella *Topografia etniseldense* (ed. R. Valentini-G. Zucchetti, *Codice topografico della città di Roma*, II, Roma 1942, p. 187) e nel *Lib. Pont*. nella biografia di Leone III (II, p. 24; Valentini-Zucchetti, *op. cit.*, p. 301). Le reliquie di s. I., trasportate a Venezia nel 1125 (cf. *Translatio di Cerbano Cerbani*: BHL, 481) furono poi dal doge Andrea Dandolo collocate in S. Marco nella suntuosa cappella che egli fece decorare a musica con le storie del Santo (1354-55).

I *Sinasari* (*Synax. Constantinop.*, col. 683) e il codice Bernese del *Marirologio geoviniumio* (*Martyr. Hieronymus*, pp. 253, 255) lo ricordano al 14 maggio; al 5 febbr. e al 15 maggio il *Martirologio romano* (*Martyr. Romanum*, pp. 50, 190), facendone due persone distinte, mentre le due notizie si riferiscono alla stessa persona. - Vedi tav. XVIII.

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Bibl.:** *Acta SS. Mai*, III, Anversa 1680, pp. 445-52; Ch. Huelsen, *Le chiese di Roma nel medioevo*, Firenze 1927, pp. 278-79; H. Delehaye, *Les origines du culte des Martyrs*, 2a ed., Bruxelles 1932, pp. 216, 226-27, 239, 385, 401. A Pietro Frutaz

**ISIDORO** *GNOSTICO*. - Figlio e discepolo di Basilide.

**Scrisse i libri seguenti:** *Sull'anima cresciuta* (IIeii, *προσουδής ψυχής*; cf. Clemente Alessandrino, *Strom.*, II, 20, 113); *Etica* (*Ἠθικὰ*, ibid., III, 1, 2); *Esegni del profeta Parchor* (*Ἐργητικὰ τοῦ προφητοῦ Ἰδάρχου*, ibid., VI, 6, 53). I. distingueva fra l'anima razionale e l'animale, che si era accresciuta nella migrazione delle anime per il mondo delle pietre, delle piante e degli animali. L'anima razionale deve dominare l'anima inferiore. I. si basò su tradizioni di Mattia (Clemente Alessandrino, VII, 108; Ippolito, *Ref.*, VII, 20) e sull'autorità dei profeti Barba e Barkoph (identico con Parchor; V. EUGENIO, *Hist. eccl.*, IV, 7, 7). Epifanio (*Haer.*, 32, 3) conosce un'opera, *Parentica di I.*, che è forse identica con la sua *Etica*. Strana la profezia di Cham, che I. cita e che sarebbe stata la fonte della filosofia di Ferecide (Clemente Alessandrino, *Strom.*, VI 6, 53), come Parchor sarebbe stata la fonte della filosofia di Aristotele. Si tratta forse di un'espressione del nazionalismo egeiano che afferma la dipendenza della filosofia greca da presunti autori egiziani (per altre manifestazioni del nazionalismo egiziano V. ultimamente G. Bardy, in *Revue d'histoire ecclés.*, 45 [1950], p. 5 sq.).

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Bibl.:** Raccolta di frammenti nelle edizioni di s. Ireneo di R. Massuet; PG 7, e di A. Stieren (2 voll., Lipsia 1848-53); inoltre presso Ad. Hilgenfeld, *Die Ketzergeschichte des Urchristentums*, Lipsia 1884. Studi: P. Hendrix, *Basilides*, Amsterdam 1926, pp. 85-92. Erik Peterson

**ISIDORO** *MERCATOR*: V. *PSEUDO-ISIDORO*.