- Detto anche I. di Madrid, n. verso il 1070 e m. il 15 maggio 1130 a Madrid.
Esercitò in maniera esemplare il mestiere di contadino, dedito insieme ad una vita di continua preghiera e di carità verso il prossimo. Anche la moglie, Maria Toribia, da cui ebbe un figlio, è venerata con il titolo di beata (cf. Acta SS. Maii, 111, Anversa 1680, pp. 550-57). Il 14 giugno 1619 Paolo V ne approvava il culto e Gregorio XV, il 12 marzo 1622, lo canonizzava solennemente. È ricordato dal Martirologio romano al 10 maggio.
F.
BIBL.: La Vita, della fine del scc. XIII, scritta forse da G. Egidio di Zamora, in Acta SS. Maii, III, Anversa 1680, pp. 512-19; BHL, 4494; Z. Gaucha Villada, S. I. Labrador, in Razón y Fe, 52 (1922), pp. 36 scc. 167, 323.