ISTITUTO DELL'ORATORIO DI SAN FILIPPO NERI. - Si formò nel suo primo nucleo presso la chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini in Roma, quando, attorno a s. Filippo, si adunarono alcuni sacerdoti attratti dal suo
zelo e dalla novità del suo apostolato sacerdotale, FIGLIE DELL'ORATORIO (LODI) (v.). Le prime regole furono dettate dal Santo nel 1565 e riguardavano soltanto il culto divino, il sermoneggiare all'Oratorio, l'esortazione a non desiderare onori, la lettura e la discussione dei casi morali in refettorio. Il 15 luglio 1575, quando Gregorio XIII donò alla comunità la chiesa di S. Maria in Valpoli, si procedette all'eruzione canonica della Congregazione. Un primo progetto di costituzioni si ebbe nel 1583, ma fino al 1612 i padri si regolarono con consuetudini, che solo allora vennero definitivamente codificate e approvate da Paolo V.
Gli Oratoriani, o Preti dell'Oratorio, sono semplici sacerdoti, senza voti, viventi vita comune, uniti dal solo vincolo della carità fraterna, ma volontariamente coordinati e subordinati ad un preposito ed ai suoi collaboratori, eletti liberamente dagli aventi diritto della comunità. La santificazione dei singoli membri si raggiunge mediante la libera pratica dei consigli evangelici e la vita comune, vissuta nello spirito di famiglia e di fraterna carità. L'ascetica oratoriana è a base di preghiere, pietà e semplice e profonda, sempre sulla linea indicata dalla liturgia, umiltà e disprezzo della gloria umana, abnegazione. Il fine è di promuovere con ogni mezzo il bene delle anime secondo le norme delle Costituzioni, lo spirito dell'I. e quell'ampia libertà rilasciata dalla comunità all'iniziativa individuale. L'apostolato dei Preti dell'Oratorio è eminentemente sacerdotale: amministrazione dei Sacramenti (con particolare predilezione per la Confessione), predicazione (secondo lo stile famigliare usato dal fondatore), culto sacro (per accostare il popolo alla liturgia), apostolato giovanile (in tutte le forme del tempo sia culturale che ricreativa).
Nella mente di s. Filippo non vi fu l'idea di fondare una nuova famiglia religiosa, com'egli replicatamente dichiarò, ma solo di provvedere al suo Oratorio in Roma. Tuttavia l'idea filippina trovò applicazione e favore in ogni paese, e così sorseò, già vivo il Santo, altre case dell'Oratorio, che per analogia alla posizione dei membri nella comunità erano autonome, seppur collegate dal vincolo di carità fraterna. Come l'oratoriano è prete delle propria diocesi, così la comunità trova il suo ambiente naturale nella diocesi ove sorge, pur essendo di diritto pontificio, dando così origine ad un'istituzione sui generis, che dimostra appunto il carattere del tutto peculiare di questa convivenza sacerdotale, anello di congiunzione fra la forma di vita del clero secolare e quella dei regolari.
Secondo le nuove norme acuisse alle Costituzioni nel 1942 e denominate Statuti generali, si è addivenuti, per desiderio comune, discusso fin dal 1895, ad una specie di federazione di tutte le Congregazioni, che pur restano autonome. Tale federazione rappresenta l'elaborazione giuridica di un'unione morale, che i tempi hanno dimostrato ben utile. Si è posta così la premessa di una più stretta collaborazione ed assistenza spirituale, culturale e materiale, salva sempre la rispettiva autonomia. Organo di questa unione è il Congresso filippino decennale, che nomina una commissione, dalla quale dipende il procuratore generale. Tali organi non hanno poteri giurisdizionali, ma solo l'incarico di mantenere i collegamenti, tutelare e rappresentare gli interessi delle singole comunità presso la S. Sede.
La Congregazione dell'Oratorio, diffusasi già sulla fine del sec. XVI in Francia, diede origine, per le circostanze ed esigenze particolari di quella nazione, alla famiglia Maria (v.), il cui fondatore fu Pierre de Bérule (v.). Pur rimanendo in tutto simile al primitivo ceppo, l'Oratorio francese ha avuto vita sua particolare e quanto mai feconda.
Le case filippine, collegate a Roma, si diffusero in ogni paese cattolico raggiungendo la massima fioritura nei secc. XVII e XVIII; poi le rivoluzioni generali o locali spezzarono molte energie, che, mancando dell'aiuto di una unione potenziatrice, soccombere. Oggi le case dell'I. sono: 15 in Italia, 9 in Spagna, 5 in Germania, 5 nel Messico, 2 in Polonia, 2 in Inghilterra, 2 in Colombia, 1 in Bolivia e 1 negli Stati Uniti. I membri delle varie comunità sono ca. 400. L'I. ha pure un centro di studentato e formazione, detto Collegio internazionale filippino Pio XII, presso la casa madre della Vallicella in Roma.