ISTITUTO DELLA CARITÀ. - Congregazione religiosa con voti semplici e perpetui, Rosmini Serbati (v.), il 20 febbr. 1828 a Domodossola, approvata da Gregorio XVI il 20 sett. 1839.
L'impulso alla fondazione venne al Rosmini

(da Collegio Mellerio-Rosmini, Domodossola [1832-1932], Ricordi e documenti, Milano 1932, tav. di fronte a p. 57)
Attualmente i religiosi, tra sacerdoti, insegnanti e « fratelli », sono ca. 500, e si trovano in Italia, in Inghilterra, in Irlanda, nell'America del Nord, in Africa. In Italia l'I. della C. dapprima si dette all'insegnamento (scuole elementari, riformatori e orfanotrofi, collegi-convitti, di cui il più noto è quello di Domodossola, e altri a Stresa e a Torino): più tardi assunse anche parrocchie (Montecompatri, Milano, Trapani). In Inghilterra cominciò con le missioni al popolo, e specialmente per opera del p. Gentili prese parte attiva alla rinascita del cattolicesimo nel primo Ottocento, poi assunse parrocchie e collegi di cui il più noto è Ratcliffe. In Irlanda ha istituti per orfani e giovani corrigendi; in America parrocchie. In Africa cominciarono le missioni nel Tanganika nel 1945.
Dei religiosi che illustrarono l'I. della C. si possono ricordare il p. Luigi Gentili, missionario in Inghilterra (1801-48), il p. Giovanni Battista Pagani (1806-70), autore dell'Anima divota del S.mo Sacramento, il p. Giuseppe Calza, filosofo (1821-98), il p. Luigi Perez, poeta e dantista (1822-79), il p. Vincenzo De-Vit, latinista (1811-92), il p. Pietro Prada, storico (1837-1900), il p. Luigi Lanzoni, scrittore ascetico (1835-1901).