ITALIA SACRA. - Ughelli (v.), abate dei SS. Vincenzo e Anastasio ad Aquas Salvias (Roma), alla sua storia delle sedi vescovili italiane: Italia Sacra sive de episcopis Italiae et Insularum adiacentium, rebusque ab iis praeclare gestis, deducta serie ad nostram usque aetatem. Opus singulare Provinciis XX. distinctum, in quo ecclesiarum origines, urbium conditiones, Principum donationes, recondita monumenta in lucem proferuntur, 9 voll. in-4°, Roma 1644-62. Normalmente si ricorre all'editio secunda, aucta et emendata (il titolo è rimasto immutato) per cura di N. Coleti, 10 voll. in-6°, Venezia 1717-22. Si tratta di un grandioso lavoro che è costato più di 10 anni di fatiche improbe all'autore, brevemente tratteggiate nella Praefatio ad lectorem. L'Ughelli raccolse l'immenso materiale occorrente sia direttamente come per interposte persone; però da diverse diocesi non ebbe neppure una qualunque risposta alle sue lettere. Gli furono larghi di incoraggiamento e consigli il card. Carlo Emanuele Pio di Savoia, vescovo di Albano, Porto e Ostia (cf. I, 2a ed., col. 8g) e Filippo Casoni, vescovo di Borgo S. Donnino (cf. II, col. 71).
Seguendo i geografi dell'epoca, divise l'Italia in 20 province con le isole adiacenti e le dispone nell'ordine seguente:
I (1644, 1717) - I. Latium con le sedi immediatamente soggette alla S. Sede. - II (1647, 1717) - II. Amelia, III. Flaminia, IV. Picenum,
V. Umbria Senonum con le metropoli: Bologna; Ravenna; Fermo; Urbino
III (1647, 1718) -VI. Hetruria con le metropoli: Firenze, Pisa, Siena
IV (1652, 1719) - VII. Insubria, VIII. Liguria,IX. Pedemontium con le metropoli: Milano; Genova; Torino
V (1653, 1720) - X. Forum Iulii, XI. Venetorum dominium,XII. Patriarchatus Venetiarum con le metropoli: Aquileia; Grado; Venezia; Zara
VI (1659, 1720) - XIII. Campania Felix, XIV. Apritium,XV. Provincia Hirpiorum con le metropoli: Napoli, Capua, Sorrento; Chieti, Lanciano; Compaia
VII (1659, 1721) - XVI. Lucania sive Basilicata,XVII. Apulia tum Daunia cum Peucetia, con le metropoli: Acerenza e Matera, Amalfi, Salerno; Bari, Nazareth, Siponto, Trani
VIII (1662, 1721) -XVIII. Samium con la metropoli: Benevento
IX (1662, 1721) - XIX. Provincia Salernitana, XX. Calabria con le metropoli: Brindisi, Taranto, Otranto; Cosenza, Reggio, Rossano, S. Severina (nell'ed. originale segue l'anonimo De Rebus Frederici Imperatoris, p. 751 sgg.); e una breve appendice ai voll. precedenti, p. 889 sgg.). - X (1722) - Appendix in qua praeter Anecdota Ughelliana antiquati Italiae episcopatus supplementa quaedam et correctiones ad novem praecedentia volumina et multiplices indices generales proferuntur.Gli Anecdota contengono varie cronache importanti (di Fossa Nova, di Pisa, di S. Sofia di Benevento ecc.), il De rebus Frederici et il Menologium Graecorum iussu Basilii iunioris. L'autore non trattò né della Sicilia né della Sardegna. La Sicilia aveva già la sua Sicilia Sacra dell'abate R. Pirri (Notitiae Siciliense Ecclesiarum, 3 voll., Palermo 1630-49) cui si ispirò l'Ughelli per la sua opera; la Sardegna ebbe poi un secolo dopo, per opera del conventuale A. F. Mattei, la sua Sardinia sacra seu de episcopis Sardis historia, 1 voll., Roma 1758.
Ogni provincia ha la sua breve notizia storica con l'elenco delle sedi metropolitane; ogni sede metropolitana e le relative sedi suffragane sono provvedute d'una sommaria notizia storica generale cui fa seguito il catalogo vescovile con brevissime note biografiche spesso accompagnate da documenti, stemmi, sigilli o monogrammi. Ogni volume è corredato dei seguenti indici: dei vescovi santi; dei vescovi, disposti cronologicamente; dei nomi e cognomi dei vescovi, delle materie. Nell'ultimo volume c'è l'indice cronologico dei documenti pubblicati.
Ad onta dell'immensa erudizione dell'autore, l'opera non riuscì esente da lacune, inesattezze di trascrizione dei documenti, errori, aggravati anche dall'incuria dell'editore romano Mascardi. Vari studiosi (secc. XVIII-XIX) tentarono di porvi rimedio, ma con scarsi risultati. Il primo fu l'abate cistercense Giulio Ambrogio Lucenti con la sua Italia Sacra R.mi P. D. F. Ughelli abbatis Cisterciensis restricta, aucta, veritati magis commendata... in-fol., Roma 1704 (che doveva comprendere 4 voll., ma ne uscì il primo soltanto, dedicato al Lazio e alle sedi immediatamente soggette). Maggior fortuna, benché ancora assai imperfetta, ebbe l'editio secunda, aucta et emendata, curata dal sac. veneziano Niccolò Coleti, pubblicata per i tipi del fratello Sebastiano; le aggiunte del Coleti sono in corsivo, poste tra parentesi e virgolette, talvolta precedute dalla parola additio. Il Coleti indica all'inizio dei singoli volumi chi gli ha prestato generosa collaborazione. Benedetto XIV si era fatto promotore di una terza edizione dell'I.S.: a tale effetto il p. Nivardo del Riccio ne pubblicò il programma nel 1763 e il card. Valentin inviò agli Ordinari d'Italia una circolare al riguardo, ma non si andò oltre; così pure non vennero alla luce le Notae ad additiones ad Italiam Sacram dei conventuali Giacinto Sbarglia (m. nel 1763) e Stefano Rinaldi (m. nel 1822) i cui manoscritti si conservano nell'archivio dell'Ordine ai SS. Apostoli (Roma), e l'edizione che ne preparava nel 1796 il gesuita Domenico Coleti, nipote del Niccolò. L'I. S. dell'Ughelli non migliorò con i 21 voll. del sac. veneziano Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni (Venezia 1844-71; uscì a fascicoli. l'ultimo è del 1871), perché all'autore mancava una seria formazione storico-critica. Il Cappelletti ha disposto le sedi vescovili per Stati: Pontificio (I-VII, 1844-48); Augustiano italiano (VIII-XII, 1851-57); Sardo italiano (XIII-XIV, 1857-58); i Ducati di Parma, Piacenza, Guastalla, Modena, Lucca, la Corsica (XV, 1859); il Granducato di Toscana (XVI-XVIII, 1861-64); il Regno delle due Sicilie con Rodi e Malta (XIX-XXI, 1864-71).
Contributi di prim'ordine per una nuova I. S., oltre molte monografie locali redatte con severi intenti critici, sono quelli di L. Duchesne (v.), di F. Savino (Gli antichi vescovi d'Italia dalle origini al 1300 descritti per regioni, I. Il Piemonte, Torino 1899; II-IV. La Lombardia, Firenze 1913, Bergamo 1932, opera di grande valore, rimasta incompleta; l'auto-cerca dichiara nella prefazione (p. XII): «io prendo l'Ughelli, ed. del Coleti, per base delle mie ricerche, né punto mi estendo a ripetere ciò che parmi sia stato trattato con esattezza da lui»), dell'Eubel (le sue liste vescovili incominciano col 1198 e vanno per ora al 1667); di F. Lanzoni (studio critico di molto valore sulle liste vescovili italiane fino al 604). Malgrado i suoi difetti l'I.S. dell'Ughelli, che ai suoi tempi servì di modello ai fratelli di Ste-Marthe per la loro Gallia Christiana, rimane ancora uno strumento di lavoro indispensabile per molte diocesi; certo è che una nuova I.S., come già scriveva il Muratori, «riuscirebbe di decoro alle nostre Chiese» (Epistolario di L. Muratori, ed. M. Càmperi, X, Modena 1906, p. 4384).