Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

JESI

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JESI, DIOCESI di - Palazzo del Comune. Opera di Francesco di Giorgio Martini (1486-98).
JESI, DIOCESI di - Palazzo del Comune. Opera di Francesco di Giorgio Martini (1486-98).

JESI. - Città e diocesi in provincia di Ancona. Conta 73.000 ab., dei quali 62.000 cattolici; 27 parrocchie con 69 sacerdoti diocesani, un seminario, 1 casa religiosa maschile e 21 femminili (Annuario Pontificio, 1951). Patrono S. Settimio vescovo (22 sett.).

STORIA

Di origine umbra, ebbe nome dal fiume Aesa; fu colonia romana; subì i saccheggi dei Goti e dei Lombardi; nel 756 fu compresa tra le donazioni di Pipino al papa Stefano II. Conti di J. furono successivamente, nel sec. XI, Attone, Alberico, Ugone e Gozo; dopo la metà del sec. XII sorse il Comune con 4 consoli e scuole delle arti; il motto «Respublica Aesina libertas ecclesiastica» spiega assai bene l'origine del Comune stesso, sortì dall'affrancazione data dagli ecclesiastici, vescovo e monaci delle fiorenti abbazie costituite nel territorio (C. Annibaldi, Jesi e la sua costituzione a Comune, in Studia Picena, 1 [1923], pp. 66-71). Il «Memoriale Civitatis Aesii et antiquitatum suarum» si inizia nell'a. 1114.

La Repubblica di J. ebbe soggetti i castelli di Serradeconti, Montalboddo, Barbaro, Monteno, Lottò contro la guelfa Ancona. Nel 1259 J. fu interdetta e privata del vescovo da Alessandro IV. Il cardinale E. d'Albornoz la tolse dal dominio dei Malatesta. J. fu tra le grandi città nelle costituzioni egidiane del 1357. Presa da Francesco Sforza, tornò nel 1447 alla Chiesa, a cui tentò di ribellarsi nel 1486. Fu saccheggiata nel 1517 dai soldati del duca d'Urbino Francesco della Rovere. Nel 1528 Clemente VII concesse a J. il privilegio della zecca. Nel 1580 si fondò una cattedra di filosofia e una di diritto; Sisto V esentò

J. dalla giurisdizione del legato delle Marche e concesse un governo a parte presieduto da un prelato.

Il cristianesimo penetrò assai presto in J. e primo vescovo fu s. Settimo. Un s. Floriano, venerato in J. il 4 maggio, per il Lanzoni potrebbe essere il Floriano martire venerato nel Norico presso Lauriana (Lorch). Vescovi di J. furono anche i cardd. Camillo Borghese (1597, poi Paolo V), Tiberio Cenci (1621), Alderano Cibo (1656-71), P. M. Petrucci (1681-96), G. B. Caprara (1800-1802) che concluse il Concordato con Napoleone; egli ebbe per successore A. M. Odescalchi, deportato nel 1809 dai Francesi. La diocesi è immediatamente soggetta.

La primitiva cattedrale fu dedicata al S.mo Salvatore; quindi a S. Nicola. Il vescovo Severino nel 1237 iniziò la nuova cattedrale, dedicata a S. Settimio; essa fu ricostruita nel 1469, venne rifatta da D. Barrigioni (1732-41); la facciata è del 1889. L'interno è ad una sola navata a croce latina e cupola (C. Annibaldi, La cattedrale jesina e i suoi rinnovamenti, Jesi 1925). Altre chiese notevoli: S. Marco, fondata dai Benedettini nel sec. XIII, a tre navate divise da pilastri ottagoni; S. Giovanni Battista, della fine del sec. XVII; il monastero di S. Benedetto de Castello Plano, da Callisto III annesso alla mensa vescovile.

A pochi km. da J. sorgevano l'abbazia benedettina di S. Maria «Molearum» con chiesa del sec. IX, trasformata nel Seicento e poi restituita alle linee antiche, detta oggi la chiesa de «Le Moje»; e l'abbazia di S. Elena (P. Zampetti, La Chiesa abbaziale di S. Elena nei dintorni di J., Ancona 1940).

Nativi di J. furono: l'erudito mons. Angelo Colocci (1467-1540) segretario di Leone X e di Clemente VII; il musicista G. B. Pergolesi (v.).

In onore di Clemente XII nel 1734 fu eretto l'arco Clementino. Nel 1472 Federico dei Conti di Verona stampò in J. la Divina Commedia. La Pinacoteca è ricca di tavole di Lorenzo Lotto (l'Annunciazione; la Vaticazione; la Deposizione; la Vergine col bambino, S. Giuseppe e s. Girolamo, S. Francesco e s. Chiara; le Storie di s. Lucia).

Nella ex-chiesa di S. Floriano è collocata la Biblioteca comunale con annessa quella dei marchesi Pianetti.

Bibliografia8 opere
BIBL.: Ughelli, I. 279 seg.; Cappelletti, VII. 271 seg.; A. Angelucci, Monumenti jesini del medioevo e del risorgimento, Jesi 1839; A. Moretti, Memorie degli illustri jesini, ivi 1870; F. Colini, Memorie storiche della città di J., ivi 1890; P. F. Kehr, Italia Pontificia, IV, Berlino 1909, p. 204; Cottineau I, coll. 1483-84; G. Annibaldi, Due monumenti jesini da salvare. La chiesa di S. Nicola e la chiesetta di S. Bernardo, in Palladio, 3 (1939), pp. 179-84. Enrico Josi

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Di Enrico Josi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 577–578.

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vol. 7, coll. 577–578

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Josi, Enrico. “Jesi.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 577–578. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/jesi.

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Josi, Enrico. “Jesi.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 577–578. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/jesi.

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