JESSE, ALBERO DI

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JESSE, ALBERO di. - Dal passo di Isaia «egre-dietur virga de radice Jesse et flos de radice eius ascendet» (I, 1), l'iconografia medievale ha immaginato il patriarca J. per lo più disteso sul letto o dormiente; da lui si eleva un grande albero i cui rami sostengono i re suoi discendenti, secondo la genealogia di Mt. 1, 1-17 o Lc. 3, 23-32, fino a giungere a Giuseppe, sposo di Maria, e a Gesù Cristo. Talvolta, specie nel sec. XIII, alla sommità dell'albero è l'Eterno padre con il Bambino Gesù come nel chiostro di Silos; ovvero Maria s.m. con il Divino infante (Salterio della Regina Ingeburga ora a Chantilly nel Museo Condé). Ai lati dell'albero spesso sono i Profeti e talora anche Virgilio e le Sibille o anche Mosè e la Sinagoga contrapposti a Pietro e alla Chiesa (Bibbia di St-Bertin di St-Omer: Biblioteca nazionale di Parigi, cod. Lat., 1647, fol. 7v).

In una delle vetrate di St-Denis, fatte eseguire dall'abate Sugero nel 1144, si librano in alto le sette colombe, simboli dei doni dello Spirito Santo; la mano divina o la colomba sopra i Profeti li indicano ispirati; detta vetrate esiste ancora ma è molto restaurata (E. Mâle, L'art religieux en France, I, Parigi 1925, p. 169, fig. 133). Una copia ne venne eseguita ca. il 1150 in una delle vetrate della cattedrale di Chartres (op. cit., p. 170, fig. 134).

JESSE – JEUNESSE AGRICOLE CHRÉTIENNE (J.A.C.)

In Inghilterra nella cattedrale di York. Nel 1169 i Crociati fecero eseguire l'a. di J. dal monaciista Ephrem nella chiesa di Bethlehem, come si apprende da una copia del sec. XVI del pellegrino Quaremius. Anche in Bucovina l'a. di J. è dipinto all'esterno della chiesa di Suscevizza. - Vedi tavv. XXXVII-XXXVIII.

BIBL.: J. Corblet, Etude iconographique sur l'arbre de Jesse, in Revue de l'art chrétien, 4 (1860), pp. 49-61; 123-25; 160-81; A. Michel, Histoire de l'art, II, Parigi 1908; VI, 1911, passim; K. Künstle, Iconographie der christlichen Kunst, I, Friburgo in Br. 1928, pp. 296-97.