Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Arte Particolari

JESSE, ALBERO DI

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Noto anche come: latino: Arbor Jesse, Radix Jesse

JESSE, ALBERO di. - Dal passo di Isaia «egredietur virga de radice Jesse et flos de radice eius ascendet» (11, 1), l'iconografia medievale ha immaginato il patriarca J. per lo più disteso sul letto o dormiente; da lui si eleva un grande albero i cui rami sostengono i re suoi discendenti, secondo la genealogia di Mt. 1, 1-17 o Lc. 3, 23-32, fino a giungere a Giuseppe, sposo di Maria, e a Gesù Cristo. Talvolta, specie nel sec. XIII, alla sommità dell'albero è l'Eterno Padre con il Bambino Gesù come nel chiostro di Silos; ovvero Maria s.ma con il Divino infante (Salterio della Regina Ingeburga ora a Chantilly nel Museo Condé). Ai lati dell'albero spesso sono i Profeti e talora anche Virgilio e le Sibille o anche Mosè e la Sinagoga contrapposti a Pietro e alla Chiesa (Bibbia di St-Bertin di St-Omer: Biblioteca nazionale di Parigi, cod. Lat., 1647, fol. 7).

In una delle vetrate di St-Denis, fatte eseguire dall'abate Sugero nel 1144, si librano in alto le sette colombe, simboli dei doni dello Spirito Santo; la mano divina o la colomba sopra i Profeti li indicano ispirati; detta vetrata esiste ancora ma è molto restaurata (E. Mâle, L'art religieux en France, I, Parigi 1925, p. 169, fig. 133). Una copia ne venne eseguita ca. il 1150 in una delle vetrate della cattedrale di Chartres (op. cit., p. 170, fig. 134).

JESSE, ALBERO di - Miniatura dell'Hortus Deliciarum, f. 80° (ca. 1230) - Parigi, Biblioteca nazionale.
JESSE, ALBERO di - Miniatura dell'Hortus Deliciarum, f. 80° (ca. 1230) - Parigi, Biblioteca nazionale.(da Gazetta Archäologique 1881, tov. 8)

Secondo E. Mâle la vetrata di St-Denis costituirebbe l'archetipo delle figurazioni dell'albero di J. (La part de Suger dans la création de l'iconographie du moyen âge, in Revue de l'art ancien et moderne, 1 [1914], p. 91).

Ma nella cronaca di Guglielmo di Thorney si legge che l'abate Ugo di Fleury avrebbe acquistato nel 1901 sul continente un grande candelabro di bronzo « quod Jesse vocatur » per l'abbazia di Westminster. Secondo E. Mâle la rappresentazione dell'a. di J. sarebbe derivata dalle rappresentazioni di profeti, desunte da un sermone nel medioevo attribuito a s. Agostino, che si tenevano in Francia nella notte del Natale o nel primo dell'anno. Ma già in un manoscritto del sec. x proveniente da S. Marziale di Limoges si trova la rappresentazione dell'a. di J. con Virgilio e le Sibille.

Può darsi perciò che l'origine della scena sia da ricercarsi piuttosto nelle miniature che hanno fuso il concetto della profezia di Isaia con la genealogia del Salvatore e così i commenti di alcuni Padri della Chiesa che identificarono Maria nei rami dell'albero e Gesù nel fiore che sboccia alla sommità.

Certo, soprattutto in Francia, il tema è riprodotto di frequente nei secc. XII-XVI nelle vetrate della cattedrali, negli affreschi, nei portali, nelle tappezzerie, negli smalti, negli avori, in Bibbie miniate, in Evangeliar, Salteri, Libri d'ore, ecc.

In Germania si trova nel soffitto di Hildesheim sec. (XII); in Austria nella volta della navata centrale di Maria Saal (ca. 1480). In Italia nel pulpito romanico di S. Piero in Scheraggio, oggi in S. Leonardo in Arcetri presso Firenze; nel portale della cattedrale di Genova, nel battistero di Parma, nella porta di S. Zeno a Verona, in un affresco del duomo a Napoli, in un pilastro del duomo di Orvieto, ecc.

In Spagna in un pilastro del chiostro di S. Domingo de Silos, nel portale della Gloria di S. Giacomo di Compostella, nel chiostro della cattedrale di Pamplona in Burgos, nella cappella della Concezione fatta erigere dal vescovo Luis de Acuña, attribuita a Diego la Cruz; a Zamora sulla tomba del canonico Juan de Grado (m. nel 1507).

In Inghilterra nella cattedrale di York. Nel 1169 i Crociati fecero eseguire l'a. di J. dal mosaicista Ephrem nella chiesa di Bethlehem, come si apprende da una copia del sec. XVI del pellegrino Quaremius. Anche in Bucovina l'a. di J. è dipinto all'esterno della chiesa di Suscevitza. - Vedi tavv. XXXVII-XXXVIII.

A sinistra: MINIATURA DEL SALTERIO DI PARIGI o della regina Ingeburga (ca. 1200) - Chantilly, Biblioteca del Museo Condé, ms. 9 (1695), f. 14. A destra: MINIATURA DEL BREVIARIO DI BESANÇON o di Carlo di Neufchâtel, fine sec. XV - Besançon, Bibl. municipale, ms. 69, f. 101.
Tav. XXXVII A sinistra: MINIATURA DEL SALTERIO DI PARIGI o della regina Ingeburga (ca. 1200) - Chantilly, Biblioteca del Museo Condé, ms. 9 (1695), f. 14. A destra: MINIATURA DEL BREVIARIO DI BESANÇON o di Carlo di Neufchâtel, fine sec. XV - Besançon, Bibl. municipale, ms. 69, f. 101.(da V. Leroquais, Les peauliers mes, des bibliothèques publiques de France, Maron 1940-41, lav. 66) (da V. Leroquais, Les bréviaires mes, des bibliothèques publiques de France, Parigi 1924, lav. 108)
RILIEVO MARMOREO SULLA FACCIATA DEL DUOMO. Opera di Lorenzo Maitani (1315) - Orvieto.
Tav. XXXVIII RILIEVO MARMOREO SULLA FACCIATA DEL DUOMO. Opera di Lorenzo Maitani (1315) - Orvieto.(fol. Anderson)
Bibliografia4 opere
BIBL.: J. Corblet, Etude iconographique sur l'arbre de Jesse, in Revue de l'art chrétien, 4 (1860), pp. 49-61; 123-25; 169-81; A. Michel, Histoire de l'art, II, Parigi 1908; VI, ivi 1911, passim; K. Künste, Iconographie der christlichen Kunst, I, Friburgo in Br. 1928, pp. 296-97.

Enrico Josi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 578–580.

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Josi, Enrico. “Jesse, albero di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 578–580. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/jesse-albero-di.

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Josi, Enrico. “Jesse, albero di.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 578–580. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/jesse-albero-di.

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