JOUVANCY, JOSEPH de. - Gesuita, filologo, pedagogista e storico, n. a Parigi il 14 sett. 1643, m. a Roma il 29 maggio 1719. Insegnò per molti anni lettere latine e greche nei Collegi di Compiègne, Caen, La Flèche, Parigi, finché nel 1699 fu chiamato a Roma per continuare la Historia Societatis Iesu, cominciata dal p. Niccolò Orlandini, alla quale attese fino alla morte.
Frutto di studio assiduo e del lungo insegnamento secondo le prescrizioni della Ratio studiorum fu uno squisito possesso del latino classico, nel quale compose le sue opere; parecchie tragedie, recitate dagli alunni; edi-
zioni di classici latini commentati per le scuole; le Satire di Giovenale e di Persio, le Commedia di Terenzio, le Odi e l'Arte poetica di Orazio, gli Epigrammi di Marziale, le Metamorfosi di Ovidio, il De officiis, Cato maior e Luelius di Cicerone; versioni latine di varie opere francesi; orazioni, panegirici. Numerose edizioni ebbe il Novus apparatus Graeco-Latinus cum interpretatione Gallica (Parigi 1681). La sua Historiae Societatis Iesu Pars V dal 1561 al 1616 (Roma 1710), fu nel 1715 proibita dal Parlamento di Parigi per alcuni giudizi contrari all'assolutismo adottato dai Borboni, e nel 1722 messa all'Indice (decr. 29 luglio) per alcuni passi sui riti cinesi contrari al decreto papale De ritibus sineuibus, « quibus deletis, liber permittitur ». La Pars VI, fino al 1645, è rimasta inedita, e fu ripresa da G. C. Cordara, che se ne servì per il periodo 1617-32.
In pedagogia ha particolare rilievo il suo De ratione discendi et docendi (Parigi 1691; poi, dopo accurato esame, Firenze 1703), quale testo ufficiale per tutti i professori gesuiti. Opera di esperto, che vi prodiga i tesori del suo studio e del suo vivo entusiasmo per la scuola.