JUAN MANUEL, INFANTE DI CASTIGLIA

JUAN MANUEL, INFANTE DI CASTIGLIA. - Scrittore, n. nel castello di Escalona (Toledo) nel 1282, m. verso il 1348. Nipote di s. Ferdinando III, partecipò a fatti d'arme e alle vicende politiche del tempo, soprattutto durante la minorità di Ferdinando IV e di Alfonso XI, suo pupillo, al quale insidìò il trono, d'intesa con il re di Aragona.

L'irrequietezza della vita non gli impedì una vasta attività letteraria. Nel Libro de Patronio o Conde Lucanor (1335), insigne documento di prosa castigliana che assomma e supera con aristocratica finezza le molteplici correnti narrative del medioevo, il conte Lucanor propone al saggio consigliere Patronio vari quesiti di etica sociale, che questi risolve con 50 apologhi o racconti di varia natura e fonte (tradizione esopica, Oriente, Bibbia, leggendari medievali) e chiusi da appropriata «morale» in rima. Alcuni temi sono stati ripresi da Shakespeare (The Taming of the Shrew), Cervantes (Retablo de las meravillas), Andersen e altri.

Il Libro de los estados (1330), fu composta a 48 anni in una fase di crisi spirituale e di sofferenze fisiche. Vi predominano gli interessi religiosi e, oltre a numerosi spunti autobiografici, vi figura un adattamento cristiano

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della leggenda del Buddha, tramite un testo arabo o latino del romanzo di Barlaam e Joasif.

Da ricordare, inoltre, il Libro del caballero et del escudo (1326) e, singolare documento della devozione di J. M. alla Vergine, il Tractado en que se prueba por razón que Sancta Maria está en cuerpo y alma en paraíso.

Le sue fatiche fisiche sono state tramandate da un ritratto (il primo, che si conosca, di scrittore spagnolo), opera di Barnaba da Modena, che si conserva nella cattedrale di Murcia. La sua fisionomia morale è caratterizzata da una decisa presenza di contrasti, alternandosi e convivendo in lui intrigo e devozione, irrequietezza e ricerca della solitudine e dello studio, moralità e un certo machiavellismo ante verbum.

Bibl.: Opere: edd. moderne del Libro de Patronio: a cura di F. J. Sánchez Cantón (con biografia), Madrid 1920; di F. Juliá (con bibl.), 1933; di A. G. Palencia (parziale), Saragozza 1940. Studi: A. Giménez Soler, Don J. M. - Biografia y estudio crítico, 1932; M. Gabbros, Los testamentos inéditos de don J. M., Madrid 1932; A. Valbuena Prat, Historia de la literatura española, Barcelona 1946, pp. 163-83.