JUANA INÉS DE LA CRUZ

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JUANA INÉS de la Cruz. - Poetessa, n. a San Miguel de Nepantla il 12 nov. 1651, m. a Messico il 17 apr. 1695. È la maggiore poetessa di lingua spagnola nell'età barocca. In gioventù si segnalò negli studi filosofici e teologici; fu dama d'onore della vicereigna marchesa di Manchera.

Entrata in seguito nell'Ordine di, s. Girolamo, svolse una grande attività letteraria, principalmente (tranne alcune opere drammatiche, come Amor es mas laberinto; Los empeños de una casa e l'auto sacramentale El divino Narciso) nella poesia, scritta in parte in latino ma sempre nel gusto del gongorismo barocco dell'epoca, benché con particolare profondità di pensiero. Si ricordano specialmente il sonetto A un retrato e le Redondillas en desfensa de las mujeres. Tutta la sua opera è pervasa di vivor sentimento religioso. Prodigatasi nell'assistenza delle consorelle colpite da un'epidemia, ench'essa ne fu vittima.

BIBL.: Le opere di suor J. furono edite in 3 voll. a Madrid 1689, 1693, 1700. Una sua bibl. a cura di P. Henríquez Urrea, si trova in Rev. hist., 40 (1917), pp. 161-214; altra Bibl. de sor J. 7. de la Cr. è dovuta a D. Schons, Messico 1927. Cf. inoltre: M. Meléndez y Pelayo, Antología de poetas hispanoamericanos, I, Madrid 1911, p. LXVI sgg.; K. Vossler, Die Zehnte Muse von Mexico: Sor J. 7. de la Cr., Monaco 1934. Giuseppe M. Valverde