JONSON, BEN

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JONSON, BEN. - Scrittore di teatro e poeta contemporaneo di Shakespeare, n. a Westminster nel 1573 (probabilmente l'11 giugno), m. a Londra il 6 ag. 1637. Fu il solo degli elisabettiani che rispettò i precetti classici sulle unità. A differenza del suo grande contemporaneo, ambientò nella Londra del tempo una gran parte dei suoi intrecci, sebbene imi- tasse più direttamente di ogni altro i modelli del teatro cinquecentesco italiano di derivazione classica.

Assimilò anche quella teoria degli «umori», per cui l'indole dell'individuo eccentrico e, quindi, del tipo co- mio verrebbe determinata dall'eccesso di uno dei quattro umori che si diceva costituissero l'essenza dell'organismo umano: caldo, freddo, umido, asciutto. In conformità a tale teoria egli costruì gran parte dei protagonisti delle

sue commedie, delle quali le più note sono: Every man in his humour (rappresentata nel 1598 da un complesso di attori tra i quali figurava Shakespeare), Every man out of his humour (rappresentata nel 1599) e, tra le comediè più mature, Volpone (1606), amara satira della avarizia, ambientata in Venezia; The Alchemist (1611), Sejanus (1603) e Cataline (1611) sono due tragedie di forma e struttura rigorosamente classica. J. fu anche lirico squisito soprattutto nei suoi masks (spettacoli coreografici rappresentati a corte e in case di nobili).

BIBL.: Diverse trad. II. tra cui Volpone e L'alchimista, in Teatro elisabettiano, Firenze 1948; C. H. Herford e P. Simpson, B. Y., Oxford 1925 e sgg.; J. Palmer, B. Y., Londra 1934; S. A. Tannebaum, B. Y., Nuova York 1938.