KAFKA, FRANZ

KAFKA, FRANZ. - N. a Praga il 3 luglio 1882 da famiglia israelita, m. di tubercolosi a Kierling (Vienna) il 3 giugno 1924. Si laureò in legge nel 1906 nella patria Università. Al 1912, anno di un suo viaggio a Weimar, risalgono alcuni dei suoi più significativi racconti: Das Urteil e Die Verwandlung; sembra che a questa epoca risalga anche il romanzo Amerika. Nel 1915 gli venne attribuito un premio letterario, il « Fontancreis ».

L'anna e pessimistica esperienza vitale di K. che si riflette nella sua opera, con la forza monotematica di un incubo, è incessantemente approfondita sia nei racconti di cui l'autore stesso curò la pubblicazione (i già citati, più: Betrachtung [1913], Ein Landarzt e In der Strafkolonie [1919], Der Hungerkünstler [1924]), sia nei tre grandi abbozzi di romanzo pubblicati postumi. Il mondo sordamente ostile di Amerika, il tribunale misterioso di Der Prozess, la burocrazia soffocante di Das Schloss rappresentano uno dei poli del mondo poetico di K., con un protagonista che, solitario di fronte a un nemico ignoto e inafferrabile, finisce con essere soppresso insieme con i suoi problemi vitali. L'altro polo è rappresentato da una fede che, accompagnata a volte dalla speranza, ha condotto alcuni a ravvisare imprudentemente in K. un progressivo avvicinamento a posizioni cattoliche, ma che, molto più spesso disperata, richiama posizioni esistentzialiste, sia per influsso diretto di Kierkegaard, sia, e più, per analogia di temperamento.

Infatti il problema che più di ogni altro può avvicinare il lettore a una comprensione più approfondita del mondo e del pensiero di K. è quello dei rapporti tra l'uomo e la legge. Problema che si trasfigura in mito poetico nel frammento Vor dem Gesetz, pubblicato nel 1919, in Ein Landarzt e rifuso in Der Prozess, cap. 9. Il rapporto dell'uomo con la legge sovrannaturale è qui sentito e fissato nei termini di una visione allucinata, dai contorni definiti, che non lascia adito alla speranza. Ogni uomo ha una sua porta, un suo guardiano; l'ingresso al regno della legge è precluso e, quando l'uomo muore dopo anni di attesa, il guardiano chiude la porta da cui nessun altro potrà passare. Mai, forse, come in questa breve parabola, K. è riuscito a sintetizzare il dramma dell'anima umana alla ricerca del divino e di una ragione di vita: la necessità imperiosa di postulare una legge da un lato e, dall'altro, il senso profondo e vivo della necessità di una conquista interiore e individuale della legge stessa.

È questo il dramma di tutti gli eroi di K. ed è questo difesa appassionata della categoria dell'individuale e del singolo che può farlo avvicinare a Kierkegaard, tra i precursori del moderno esistenzialismo, mentre dalla tradizione giudaico-talmudica si possono far derivare il cupo fatalismo e il gusto delle analisi spietatamente esatte, delle argomentazioni sottili ed estenuanti.

BIBL.: Opere: Gesammelte Schriften, 6 voll., Praga 1935; Sämtliche Werke, 10 voll., Nuova York 1946. Studi: M. Brod, F. K. Eine Biographie, Praga 1937; H. Tauber, F. K. Eine Dichtung seiner Werke, Zurigo 1941; B. Groethuysen, A propos de K. e Phénoménologie de K., in Mystics et portraits. Parigi 1947. E. Rocca, Storia della letter. ed. dal 1870 al 1933, Firenze 1950, pp. 170-76. Ampi esposizione bibliografica in The K. problem. a cura di A. Flores, Nuova York 1947. Traduzioni: a cura di A. Spaini sono stati pubblicati: Il processo. Torino 1933; Ame-rika, ivi 1945, Milano 1947. A cura di A. Rho, Il messaggio dell'imperatore. Torino 1935 e Il castello, Milano 1948. Il primo dei due volumi contiene quasi tutti i racconti e frammenti di K.: Ch. Neider, K., his Mind and Art, Londra 1949.

Giulio de Angelis