KASPROWICZ, JAN

KASPROWICZ, Jan. - Poeta polacco, n. a Szymbor il 12 dic. 1860, m. a Poronin il 2 ag. 1926. Di famiglia contadina, passò l'adolescenza e la giovinezza studiando e lottando con la povertà. Partecipò alla resistenza contro la dominazione prussiana e fu incarcerato; nel 1889 si stabilì a Leopoli, e fu nominato professore di letterature comparate per la sua grande competenza filologica.

Il K. è ritenuto uno dei maggiori poeti del suo tempo per forza e nobiltà di ispirazione. Le prime sue opere (Poesje; Z chłopskiego zagonu, «Dal campo del contadino»; Globa) e il dramma: Świat się hończy («Il mondo finisce») sono una potente raffigurazione della miseria e ignoranza del popolo. Il contrasto fra spirito e materia, tra fede e scetticismo trova accenti sublimi negli Inni, in cui il K. esprime il dolore dello spirito umano che lotta con il suo Creatore, ma poco a poco si acquista in una fede che lo loda come datore della sofferenza e delle stimmate, da cui nasce l'amore per le creature. Le raccolte liriche che seguono sono improntate a questo amore (Chwile, «Momenti»; Mój świat, «Il mio mondo»); e raggiungono la perfezione in Księga ubogich («Il libro dei poveri») pervaso anche dalla bellezza della natura. Il K. fu pure autore di alcuni poemi e traduttore perfetto di capolavori di varie letterature europee.

BIBL.: Z. Wasilewski, J. K., Varsavia 1923; St. Kolaczkowski, Twórczość J. K., Cracovia 1923; E. Lo Gatto, Gli inni di J. K. e la loro genesi, in Studi di lett. slave, II, Roma 1925-31, pp. 23-30; K. Górski, Tatry i Podhale w twórczości J. K., Zakopane 1926. Marina Bersano Begy