KEATS, JOHN

KEATS, JOHN. - Poeta inglese, n. a Londra il 31 ott. 1795, m. a Roma il 23 febbr. 1821. Ebbe una buona istruzione e venne favorito da un suo maestro, C. C. Clarke, che più tardi lo iniziò alla lettura dei poeti, soprattutto Spenser e Omero nella versione del Chapman. A Londra conobbe Hunt, Shelley, Hazlitt, Wordsworth e il pittore Haydon che gli illustrò la scultura greca.

Nel 1816 abbandonò la medicina, che aveva sin allora perseguito, per la poesia; nel 1817 pubblicò un primo volume di versi accolto sfavorevolmente e nel 1818 il poemetto Endymion, che venne aspramente criticato.

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(da W. Ouebro. Das Zeitalter Friedricbs des Grosen, Bivimo 1888, p. 18)
Kauntiz, Anton Wenzel - Ritratto.

Nello stesso anno concepì una febbrile e infelice passione romantica ed esasperata per una Fanny Brawne, passione ben testimoniata nei suoi epistolario. Ammalatosi gravemente di tisi, venne inviato in Italia, poco dopo la pubblicazione di un secondo volume di versi che conteneva Hyperion. Dopo un soggiorno di pochi mesi a Napoli, passò a Roma ove morì in una casa di Piazza di Spagna (ora adibita a museo e biblioteca) ed è sepolto nel vecchio cimitero degli acattolici alla piramide di Caio Cestio.

Nelle sue liriche d’ispirazione classica e medievale egli si mostra un romantico adoratore della bellezza, esaltata come incarnazione dello spirito di verità che essa, per così dire, consacra nelle forme dell’arte (nozione ripresa in parte in sede di critica estetica dal Ruskin); le migliori tra le «odi» del K. posseggono una perfezione formale ineguagliabile, e l’influsso del poeta sulla lirica inglese in generale, e in particolare sui cosiddetti decadenti, è stato incalcolabile, anche se spesso gli imitatori ne abbiano travisato il messaggio estetico in nome dell’assolutezza dell’arte.

BIBL.: Per la corrispondenza V. l’ed. curata da M. Buxton Forman, Oxford 1935. Numerosissimi gli studi biografici e critici, tra i quali V. S. Colvin, J. K., Londra 1918; J. M. Lorry, Studies in K., Oxford 1939. Augusto Guidi