KIERKEGAARD, SOEREN AABYE

KIERKEGAARD, SOEREN AABYE. - È il più grande scrittore danese ed uno dei più profondi scrittori religiosi di tutti i tempi. N. a Copenaghen il 5 maggio 1813 e quivi m. l'11 nov. 1855.

Condusse vita appartata, dedita unicamente alla riflessione sui problemi dello spirito. I fatti più salienti sono la rottura del fidanzamento con Regina Olsen e la polemica con il giornale umoristico Il Corsaro e con il vescovo di Danimarca, Mynster. Nel 1842 seguì a Berlino le lezioni di Schelling ma senza subirne un influsso decisivo; ebbe invece profondamente ammirazione per il poeta-filosofo Paul Moeller che lo iniziò alla comprensione dei Greci e specialmente della personalità di Socrate.

La feconda attività letteraria di K. si può dividere in tre gruppi: a) le Opere pseudonime, b) gli Scritti effigi, canti, e) le Carte pubblicate dopo la sua morte. Il primo gruppo rappresenta la «comunicazione indiretta» ovvero la presentazione delle situazioni ideali dell'esistenza umana: estetica, etica religiosa, e per questo sono attribuite a speciali pseudonimi i quali non vanno perciò scambiati con il vero autore. Le principali in ordine cronologico sono: Om Begrebet Ironi («Su concetto dell'ironia») e la tesi di laurea del 1841 pubblicata nello stesso anno con il nome dell'autore; Enten-eller («Aut-aut») in un frammento di vita edito da Victor Eremita (1843), «conta di due parti che trattano rispettivamente della vita estetica ed etica con una riflessione finale d'ispirazione religiosa» e l'opera che gli procurò maggior successo presso i contemporanei; Frygt og Bæven («Timote e tremore») di Johannes de silentio (1843); Gjentegge («La ripresa») e un saggio di psicologia sperimentale di Costantino Constantius (1843); Philosophiske Smuler («Briciole di filosofia») di Johannes Climacus (1844); si pone per la prima volta il problema della verità esistenziale con il «paradoss» assoluto di Cristo Uomo-Dio; Begrebet Angest («Il concetto dell'angoscia») e una semplice riflessione psicologica dimostrata in direzione del problema dogmatico del peccato originale di Vigilius Haufniensis (1844); Stadier paa Livets Vej («Stadi sulla via della vita») e i suoi dati vari autori raccolti e editi da Hilarius Bogbinder (1845); Afsluttende uvidenskabelig Efterskrift til de philosophiske Smuler («Postilla conclusiva non scientifica alle briciole di filosofia») e composizione mimico-patetico-dialettica, saggio esistenziale di Johannes Climacus; e l'opera teoretica principale di K. contro l'immacolenza; Sygdommen til Doeden («La malattia morale») e uno sviluppo di psicologia cristiana per edificazione e risveglio di Anticlimacus (1849); Anticlimacus e il cristiano straordinario, mentre Jo. Climacus non è cristiano). Indoevelse i Christendom («Esercizio del cristianesimo») di Anticlimacus (1850); Ojeeblikhet («Il momento») e serie di fascicoli polemici contro la «cristianità stabilita» del protestantesimo danese, firmati da K., e pubblicati, i primi nove, dal 24 maggio al 24 sett. 1855 (il decimo postumo). «B» Il secondo gruppo di Opere forma la «comunicazione diretta» e furono perciò pubblicate col nome di K. I Discorsi edificanti (Obyggelige Taler) accompagnato tutta l'attività letteraria di K. e dovevano fornire ai lettori il vero orientamento del pensiero dell'autore delle opere pseudonime: effetto che però K. non ottenne dal pubblico. Le principali collezioni di Discorsi edificanti sono: Kierlighedens Gjerninger («Gli atti dell'amore») e alcune riflessioni cristiane in forma di discorsi di S. K. (1847); sono un vibrato commento alla teologia di S. Paolo dell'amore e formano il capolavoro della religiosità kierkegaardiana, Lilien paa Marken og Fuglen under Himlen («Il giglio del campo e l'uccello dell'aria»), tre discorsi devoti di S. K. (1849): è la seconda serie di discorsi su questo tema preferito ed è la meglio riuscita; Christelige Taler («Discorsi cristiani») di S. K. (1847): presentano l'altro aspetto della vita cristiana, quello della lotta e della sofferenza; Ypperpraesten-Tolderen-Synderinden («Il sommo sacerdote, il pubblico, la peccatrice») e tre discorsi per la Comunione del venerdì (1849); Guds Uforanderlighed («L'immutabilità di Dio») e discorso di S. K. (1855, ma fu recitato nel 1851 e dedicato come la maggior parte dei discorsi edificanti alla memoria del vecchio padre). «C» Il terzo gruppo delle Carte (Papirer) comprende il Diario propriamente detto (gruppo A), abbozzi di opere, correzioni, appunti e riflessioni o articoli non pubblicati (gruppo B) e infine appunti di letture (gruppo C). Meritano di essere segnalati i seguenti scritti: Johannes Climacus ovvero «de omnibus est dubitandum» («Frammento autobiografico»; si trova in IV B 1); Bog om Adler («Libro su Adler»); completo, ma lasciato inedito e ora in VII B 235. È una forte polemica sul problema dell'autorità in materia di fede contro le pretese rivelazioni del pastore Adler; Den elthik og den elthiskreligiøse Meddeles Dialektik («La dialettica della comunicazione etica ed etico-religiosa») e tentativo di un saggio teoretico, più volte progettato, ma lasciato incompiuto (si trova in VIII B 81). Alla comunicazione diretta appartiene anche il saggio: Synspunkt for min Forfatter-Virksomhed («Il punto di vista della mia attività di scrittore»), del 1848, in cui K. rivendica il significato religioso della sua attività letteraria.

È soltanto sulla base di questa complessa produzione che si può orientare un'interpretazione adeguata del pensiero di K., ESISTENZIALISMO (v.) che più o meno direttamente a lui si richiama l'ha ancora fatto ed è questa probabilmente la causa principale della crisi in cui si dibatte l'esistenzialismo contemporaneo. I capisaldi della concezione kierkegaardiana possono essere riassunti nei seguenti punti:

1. Professione di realismo: mondo, uomo e Dio rappresentano sfere distinte dell'essere e l'uomo può rapportarsi sia al finito (vita estetica), come all'infinito (vita etico-religiosa); contro l'idealismo immancinista specialmente hegeliano.

2. Professione di spiritualismo: l'uomo è un soggetto libero che deve decidere del suo essere come «spirito» e decide precisamente con la «scelta»; ma questa scelta si salva soltanto nella «fede» e con essa nella trascendenza autentica contro ogni forma di materialismo, soggettivismo e immanenza anche socratica.

3. Professione di cristianesimo: nella persona di Cristo Uomo-Dio s'incontrano tempo e eternità, finito e infinito e così Cristo ha potuto salvare dal peccato con la sua vita, passione e morte; ma Cristo è Grazia e modello insieme e ciò significa che il cristiano, se è salvato per la Grazia di Cristo, è obbligato anche a mostrare la sua corrispondenza e riconoscenza alla Grazia con l'«imitazione di Cristo»: momento dell'ascesi, contro l'«eudemonismo del cristianesimo protestante». Questi tre punti rappresentano approssimativamente anche le tre fasi principali dell'esistenza di K. specialmente nell'ultima lotta contro la concezione del cristianesimo del vescovo Mynster, che gli costò la vita. K. afferma ripetutamente la superiorità del cristianesimo cattolico su quello protestante, ma non giunge ad un'accettazione esplicita del cattolicesimo, come fecero molti, spinti dall'ardore e dalla forza dei suoi scritti.

Kierkegaard Søren Aabye - KIEV

Bibl.: Samlede Værker, a cura di A. B. Drachmann, J. L. e H. O. Lange, in due edd., l'una in caratteri latini, Copenaghen 1901 sgg., l'altra in caratteri gotici, ivi 1920 sgg.; Papirer, a cura di P. A. Heiberg, V. Kuhr e E. Torsting, unica ed. completa in 20 voll., ivi 1909-48. Per interessamento del fratello di K., il vescovo Pietro, era stata fatta un'ed. anteriore in 9 voll., a cura di H. P. Barfod e poi di H. Gottsched, ivi 1869 sgg., che resta utile ancora per i documenti che riporta nelle introduzioni ai singoli volumi. Per un elenco completo delle Opere con le indicazioni alle edizioni originali e per una descrizione completa delle Carte, si veda nella trad. II. del Diario, curata da C. Fabro, Brescia 1948 sgg., I, ivi 1948, p. cxxxvii sgg., II, ivi 1949, p. xiii sgg. L'introduzione, premessa al vol. I (pp. VII-CXXV), dà una sintesi della situazione attuale degli studi kierkegaardiani e le indicazioni bibliografiche essenziali. La bibli. di F. J. Brecht, Die Klerkegaardforschung im letzten Jahrhundert, Erfurt 1931, è ormai superata. La letteratura scandinava è stata raccolta e criticata da Aage Kabell, Kierkegaardstudiet i Norden, Copenaghen 1948; P. Mesnard, Le vrai visage de K., Parigi 1948; R. Thomte, K., Philosophie of religion, Princeton 1948; I. H. Croxall, K. Studies, Londra 1948; W. Rehm, K. und der Verfühner, Monaco 1949. Per i problemi della biografia giovanile: S. Kühle, S. K. Barndom og Ungdom, Copenaghen 1950; II. Diem, Existenzdialektik bei S. K., Zurigo 1950. Cornelio Fabro