KIEV. - Città capitale dell'Ucraina, metropoli di rito bizantino e vescovato di rito latino.
I. La metropolia di rito bizantino
Dopo il battesimo di S. Vladimiro nel 988, erano attivi probabilmente in Russia alcuni vescovi pellegrini bizantini. Al più tardi nel 1016 si fissò a K. un vescovo. Il primo metropolita τῇς 'Pοσάς è indicato con il nome di Theopempto: le fonti russe parlano, in proposito, del 1039, quelle bizantine del 1040.Il successore di Vladimiro, Jaroslav il Saggio, compì il tentativo di creare una metropolia locale. Perciò fece eleggere metropolita nel 1050 il «russo» di Ilario dai vescovi del suo impero. Questo restò però un caso isolato. I successori furono di nuovo greci. Lo scisma bizantino (1054) restò in Russia per lungo tempo senza ripercussioni. Il metropolita Niceforo (1104-21) mostrò per primo un atteggiamento ostile alla Chiesa di Roma. Dal 1147 al 1154 fu di nuovo un russo a ricoprire la carica di metropolita di K.: il monaco Clemente di Smolensk. Egli fu preferito nella scelta al metropolita greco Michele (1130-45). Anche il suo successore Costantino (1156-1158) sembra sia stato un russo. Come Niceforo, anche questi due metropoliti furono, per i loro tempi, uomini di cultura. Nel sec. XIII il metropolita Ciriillo (1224-33) fu consacrato a Nicea dal patriarca Germano II. La conquista di Costantinopoli da parte dei Veneziani non alterò quindi la dipendenza della metropolia russa dai patriarchi bizantini. Il metropolita Ciriillo II (1249-81) lavorò attivamente per la riforma della sua Chiesa, che dopo la calata dei Tartari (1238-41) e la conseguente annessione dei principati russi nel grande impero tartaro era notevolmente decaduta. Nel 1299 il metropolita Massimo (1283-1305) trasferì la sede della metropolia da K., totalmente distrutta, nella regione del Volga superiore a Vladimir, sul Kljasma. Il successore di Massimo, Pietro (1308-26), la trasferì, senza consultare il patriarca di Bisanzio, a Mosca, recando così un grande servizio al minuscolo principato dello stesso nome, allora in potente ripresa; nel 1339 egli fu canonizzato dal patriarca Giovanni XIV Apreno.
Nel 1354 il patriarca Callisto riconobbe il trasferimento a Mosca della sede della metropolia: da allora essa prese il titolo di metropolia «di K. e di tutta la Russia».
Il primo metropolita che portò questo titolo fu Alessandro (1354-78), la cui opera fu tutta al servizio del principato di Mosca. Egli è, dopo Pietro, il secondo patrono della città. Verso la fine del secolo i principi di Mosca acquistarono grande influenza nella scelta del metropolita. Il metropolita Cipriano, di origine bulgara, poté per primo rinsaldare la sua posizione. Sotto di lui si farò forzò di nuovo anche l'influenza bizantina. Attraverso la separazione dalla metropolia di un ramo lituano e di un altro galiziano, i patriarchi di Costantinopoli ottennero l'indebolimento dello spirito unitario dei membri della metropolia. Per un certo tempo l'arcivescovo di Novgorod tentò anzi di acquistare una certa autocefalia.
All'inizio del sec. XV si ebbe nel patriarcato di K. e di tutta la Russia una forte risonanza della lotta spirituale condotta dalla Chiesa bizantina. Il nuovo metropolita Fozio (1408-31) fu completamente sotto l'influenza dei circoli bizantini antialtini, che, in contrasto con l'imperatore e con il patriarca, erano contrari alla unificazione con la Chiesa di Roma. Poiché anche la situazione politica a Mosca non spingeva alla unificazione con Roma, gli sforzi per l'unione del metropolita Isidoro, imposto ai Russi da Bisanzio, non trovarono comprensione presso i principi di Mosca e i vescovi. Quindi essi non riconobbero l'unificazione di Firenze.
Nel 1448 essi si scelsero, perciò, contro il metropolita Isidoro e indipendentemente dal patriarca bizantino, un proprio metropolita autocefalo di Mosca di nome Giona (1488-94). Da allora ha inizio la metropolia di Mosca. Il nuovo metropolita sostenne subito la pretesa alla supremazia ecclesiastica sull'antico territorio di K. ma non riuscì a mantenerla.
Nel 1458 il patriarca di Bisanzio Gregorio Mammas consacrò a successore di Isidoro, come metropolita di K., Gregorio, nominato dal Papa, che però tentò invano di estendere la sua influenza verso l'Oriente oltre il granducato lituano. Così la metropolia di K. sussistette a fianco di quella di Mosca. Quella si differenziò da questa soprattutto perché sosteneva la dipendenza da Bisanzio. Fino ai primi anni del sec. XVI i rapporti con la Chiesa di Roma furono deboli e spesso si interruppero. Nel sec. XVI la metropolia decadde.
I possessori della sede vescovile erano assai spesso dei laici; al protestantismo invadente né il metropolita né i vescovi potevano opporre resistenza efficace.
Tutto ciò, oltre ad altre cause, condusse, verso la fine del secolo, la gerarchia della metropolia ad unirsi alla Chiesa di Roma. L'unione fu conclusa a Brest-Litovsk nel 1596. Si ebbe così la «Chiesa unita» ritenuta negli allora chiamati «paesi ruteni». Nel 1620 sorse però, nonostante tutte le prescrizioni legali polacche, una nuova metropolia di K. separata da Roma, per quelli che erano avversari all'unione. Dapprima i vescovi di questa chiesa separata si mantennero molto filmoscovolti; tuttavia, dopo il riconoscimento avuto dal Parlamento polacco nel 1632, essi conclusero la conciliazione con lo Stato polacco. Il più importante metropolita scismatico di questa epoca fu Pietro Moghila. Egli fondò a K. una scuola di tipo occidentale, che più tardi divenne l'accademia di K. In tale scuola insegnarono maestri celebri.
Nella guerra fra Ucraini e Polacchi i metropoliti partegiarono piuttosto per gli Ucraini; essi erano sempre sospetti di mantenere la loro sottomissione a Bisanzio.
Sebbene la città di K. passasse sotto il principato di Mosca nel 1668, i metropoliti restarono in Polonia. Quando poi questi iniziarono trattative per l'unione con Roma, il vescovo scismatico di Luck si recò a K., ove fu nominato metropolita, mentre il titolare scismatico, Giuseppe Szumlański, accettò nel 1701 la unificazione. Si spense così in Polonia quella
metropolia scismatica. La metropolia di K. dell'Ucraina sottoposta a Mosca era già finita nel 1685 come amministrazione autonoma ecclesiastica, dato che era stata annessa senz'altro al patriarcato di Mosca. Rimase così soltanto la metropolia di K. unita alla Chiesa di Roma, che si estinse nel 1805 alla morte del metropolia Rostocki.
II. IL VESCOVATO DI RITO LATINO
Già ai tempi della principessa Olga visse a K. per due anni un vescovo latino. Forse un vescovo latino fu per un certo tempo a K. anche sotto il principe Jaroslav prima della battaglia di Listwin.Nel sec. XIII fu consacrato per K. un vescovo latino. Verso la fine del sec. XIV il Papa volle sapere di nuovo se si doveva costituire un vescovato latino a K. I vescovi nominati in seguito non risiedettero nella città. Davanti ad uno di essi Giuseppe Szumlański compì a Varsavia nel 1701 la sua professione di fede. — Vedutav. XLIV.